Privatizzazione dell'acqua: la Regione Lombardia, nonostante le proteste, ha approvato la riforma

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato qualche giorno prima di Natale, con i soli voti di Pdl e Lega Nord, la riforma del Servizio idrico integrato. Dopo l'esame e il voto sugli emendamenti l'opposizione aveva deciso di non partecipare al voto e di abbandonare l'Aula (fonte immagine).


Il capogruppo del Pd Luca Gaffuri aveva fatto sapere con una nota:


"E' una legge che non condividiamo e della quale non vogliamo assumerci nessuna responsabilità. Davanti al mancato accoglimento di ogni nostra proposta, preferiamo chiamarci fuori e lasciare che la maggioranza si assuma in toto la paternità di questo provvedimento"

La legge è entrata in vigore il 1° gennaio. Il capogruppo in Provincia di Milano per la Lista civica Un'Altra Provincia-PRC-PdCI, Massimo Gatti, ha dichiarato:


"E' inaccettabile che la prima dichiarazione di Podestà da 'Commissario ad acta' per l'attuazione nel Milanese della vergognosa legge regionale sui servizi idrici integrati sia stata quella di garantire ai cittadini che 'l'acqua resta in mano pubblica'. PDL e Lega Nord abbiano almeno il coraggio di dire la verità e cioè che la legge approvata in Regione Lombardia spalanca le porte alla privatizzazione dell'acqua nella nostra Regione. Un vero e proprio scippo del referendum e della democrazia![...] Formigoni e la sua Giunta obbediscono al Governo Berlusconi e vanificano la richiesta di referendum per l'acqua pubblica, accelerando la privatizzazione per paura del voto popolare, richiesto da un milione e 400 mila cittadini, e delle molte prese di posizione di Sindaci di tutti gli schieramenti"


E ha aggiunto:


"E' vergognoso che nonostante le manifestazioni tenutesi nei mesi scorsi a Milano alle quali hanno partecipato migliaia di cittadini, il centrodestra abbia proceduto a testa bassa con il progetto di legge sciagurato che privatizza l'acqua in Lombardia"

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