Si suicida la madre di Isabella Caro: si sentiva in colpa

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Non ce l'ha fatta a sopravvivere alla morte della figlia, la madre di Isabelle Caro, la modella che era diventata il volto della lotta all'anoressia.


Isabelle - ricorda Caterina di Iorgi su Style&Fashion - aveva prestato volto e corpo allo scatto di Oliviero Toscani, per la Campagna promossa da Nolita per un No deciso all'Anoressia!


Il suo corpo, di soli 31 chili, era stato scelto come testimonial per la campagna pubblicitaria, accompagnata dallo slogan "No anoressia", della casa di moda Nolita, del gruppo Flash&Partners. 


Una magrezza che le è costata la vita lo scorso dicembre.


Christian Caro, il patrigno di Isabelle, ha dichiarato a "Paris Match":


"Mia moglie si è tolta la vita la scorsa settimana. Fondamentalmente, si sentiva in colpa per aver fatto ricoverare mia figlia in un ospedale. Isabelle non voleva andare in ospedale perché era già stato una volta per un'emergenza e non capiva perché avessero rifiutato una trasfusione di sangue a una signora di 70 anni perché dovevano lasciare il sangue per i giovani. Mia moglie e Isabelle erano molto vicine, avevano una relazione simbiotica. Eravamo una famiglia molto unita."


La stessa Isabelle aveva parlato del difficile rapporto con la madre nella lunga intervista che potete trovare sul blog L'Angolo Nero:


Sono cresciuta sola con mia madre in campagna. Dai quattro ai tredici anni mia madre mi ha praticamente sequestrata. Ero chiusa in casa ogni giorno dell'anno se si esclude una visita annuale ai nonni. A loro raccontavo, sotto le direttive di mia madre, che frequentavo la scuola e vedevo gli amici. A scuola non andavo e non avevo nemmeno un'amica. Mia madre, insegnante, provvedeva alla mia scolarizzazione. Mi obbligava anche a suonare il violino.
Lei, che aveva una depressione, non voleva che io crescessi. Quando uscivo in giardino mi copriva fino alle orecchie perché temeva che la luce del sole mi facesse crescere. Mi era inoltre proibito piangere. La mia casa era piena zeppa di giocattoli che non potevo condividere con nessuno. Qualche volta vedevo la televisione e questo era il solo modo per entrare in contatto con la realtà esterna. Mio padre era sempre via per lavoro e si disinteressava di tutto quello che succedeva in casa. Ho scritto questo libro perché la forte repressione che ho dovuto subire, senza rendermene conto, mi ha portata all'anoressia.

Christian Caro se la prende anche con Toscani, reo, a suo dire, di aver dichiarato che Isabelle non si rendeva conto di non essere una modella e si era montata la testa:


E' scandaloso dire cose del genere su una ragazza che è appena morta, e che anche gli ha portato pubblicità"


Isabelle raccontava così la sua esperienza con Oliviero Toscani:


"Vivevo ormai da sola a Marsiglia, avevo aperto un blog perché sentivo il dovere di parlare della malattia. Sono stata contattata dal fotografo e ho accettato di posare nuda per degli scatti che facessero vedere come ci si può ridurre. Purtroppo poi è diventato tutto molto difficile. Ero costretta a convivere con un codazzo di gente stupida che mi additava, mi fermavano in metropolitana chiedendomi se era tutto vero, solo per curiosità. Ero felice se qualcuno mi fermava per chiedermi semplicemente l'ora. Comunque mi sono detta che quelle foto sarebbero state utili ad altre ragazze nella mia stessa situazione, ed era l'unica cosa importante. Anche qui voglio dire che l'anoressia non è un modo di vivere, è un modo per avvicinarsi alla morte. Ci sono solo due vie: o recuperi  peso o muori. Io ho scelto di vivere."

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