Omicidio di Mauro Rostagno, dopo 22 anni di attesa inizia il processo a Trapani

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Ci sono voluti 22 anni prima che il processo per l'uccisione di Mauro Rostagno potesse avere inizio. A Trapani qualche giorno fa è stato organizzato un corteo in sua memoria: come riporta Repubblica a sfilare, dietro alcuni striscioni che chiedono verità e giustizia, c'erano familiari, rappresentanti politici, sindacalisti della Cgil e associazioni come Arci e "Ciao Mauro" che ha promosso la manifestazione.


Il giornalista era stato ucciso a fucilate il 26 settembre 1988, dopo che in compagnia della segretaria, Monica Serra (rimasta illesa) aveva lasciato gli studi dell'emittente privata Rtc dove lavorava. Rostagno doveva rientrare nella comunità per il recupero di tossicodipendenti "Saman", da lui fondata insieme alla compagna Chicca Roveri e al giornalista Francesco Cardella.


Gli imputati del processo sono il presunto killer Vito Mazzara e il boss Vincenzo Virga: Cosa Nostra avrebbe deciso di eliminarlo perchè aveva "generato un risentimento diffuso nell'ambito dell'organizzazione criminale", come hanno spiegato i magistrati della Dda Antonio Ingroia e Gaetano Paci.

Sono stati proprio i due pm ad ordinare la perizia balistica che ha permesso di riaprire l'inchiesta.


La figlia del giornalista, Maddalena Rostagno, ha commentato:


"Questo processo è un regalo importantissimo, comunque vada a finire. Già il fatto che inizi è un segnale molto forte. Sono grata a questi inquirenti che sono riusciti a ottenere questo risultato, a differenza di quelli che in precedenza hanno indagato sul delitto. Dopo un anno dall'omicidio c'erano due relazioni, una dei carabinieri e l'altra della polizia che contenevano gli stessi dati oggettivi, ma le cui letture sono state completamente diverse. Si è voluto dare credito a una pista interna e abbiamo dovuto attendere 22 anni prima che iniziasse il processo. Speriamo adesso di potere aggiungere qualche altro elemento di verità"


Chicca Roveri, Maddalena, alcune associazioni antimafia, l'Ordine dei giornalisti di Sicilia e la Regione Sicilia hanno annunciato di volersi costituire parte civile.

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