Dopo Egitto, Iran e Tunisia disordini anche in Libia e Bahrein: morti e feriti negli scontri

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L'onda di ribellione nei paesi arabi non si arresta come spiega Eleonora Bianchini su Blogger Senza Frontiere:


"Dopo la Tunisia e l'Egitto, che dopo 300 morti ha visto le esultato per le dimissioni di Mubarak, abbiamo sentito gli echi delle proteste contro Ahmadinejad e oggi è il turno di Libia e Bahrein"


A Tripoli, in occasione del 'giorno della collera', si sono fronteggiati i manifestanti anti-regime e i sostenitori del leader Muhammar Gheddafi. Come leggiamo sul Corriere


già nei giorni scorsi le due fazioni sono state coinvolte in scontri

Questa notte ci sono stati arresti, scontri e feriti e, come segnala sempre il Corriere, ci sarebbero anche delle vittime. Ad Al Baida, nell'est della Libia, ci sarebbero stati almeno nove morti, mentre a Bengasi sarebbero trentotto le persone rimaste ferite negli scontri avvenuti fino ad ora.


Il portavoce del dipartimento di Stato americano, Philip Crowley, ha comunicato che:


"I Paesi della regione stanno affrontando le medesime difficoltà in materia di demografia, aspirazioni popolari e bisogno di riforme. Incoraggiamo questi Paesi a prendere delle misure specifiche che rispondano alle aspirazioni, ai bisogni e alle speranze del loro popolo. La Libia rientra senza alcun dubbio in questa categoria"


In Bahrein invece è salito a 4 il numero dei manifestanti uccisi nel centro della capitale Manama. I dimostranti protestano da martedì contro il regime monarchico assoluto del piccolo emirato. I feriti accertati invece ammontano a cinquanta. Purtroppo però via web molte fonti non governative hanno lasciato intendere che le vittime possano essere di più.

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