Medio Oriente, continuano gli scontri in Yemen e Bahrein; in Libia ci sarebbero stati 50 morti

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Il Medio Oriente e il Maghreb continuano ad essere funestati da violenti scontri tra dimostranti e polizia. Riporta il Corriere che nella città di Aden, nel sud dello Yemen, tre dimostranti antigovernativi sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco. I feriti, secondo Al Jazeera, sarebbero decine.


A Manama, nel Bahrein, la polizia ha aperto il fuoco su una folla di dimostranti vicino alla Piazza della Perla e secondo la Cnn quattro manifestanti sono rimasti uccisi. Riporta il quotidiano che


L'ex deputato Jalal Firuz, del movimento sciita che giovedì si è dimesso in blocco dal parlamento, ha detto che in un primo tempo i dimostranti hanno commemorato le vittime dei giorni scorsi in un'altra zona della città, dove la polizia antisommossa ha sparato lacrimogeni contro di loro. La folla si è allora diretta verso la Piazza della Perla, dove l'esercito ha aperto il fuoco. Secondo testimoni citati dalla France Presse, spari hanno preso di mira manifestanti vicino all'ospedale Salmaniya, nella capitale, causando diversi feriti.

Continuano le proteste contro il colonnello Muammar Gheddafi anche in Libia, in particolare nelle città di Bengasi e al-Baydha. A Tripoli invece si segnalano cortei in suo sostegno.


Leggiamo su Repubblica che 


sarebbero una cinquantina, secondo fonti dell'opposizione, le persone uccise durante la 'Giornata della collera', che ieri ha portato per le strade migliaia di manifestanti contro il regime di Muammar Gheddafi in almeno otto città libiche, secondo l'agenzia Misna. La situazione oggi resta tesa, con i comitati rivoluzionari, pilastro del potere, che hanno minacciato l'opposizione di rispondere in maniera "violenta e fulminante"


I dimostranti hanno fatto sapere di voler rimanere in piazza per la preghiera del venerdì, e hanno invitato il resto della popolazione a non andare nelle moschee.

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