Yara Gambirasio, la morte subito dopo la scomparsa: 6 le coltellate sul suo corpo, ha provato a difendersi

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Cosa può aver mai fatto una ragazzina per meritare una fine tanto atroce?


E' quello che tutti, inquirenti e cittadini comuni, si chiedono da due giorni ormai. Da quando in un campo di Chignolo d'Isola è stato ritrovato il corpo straziato di Yara Gambirasio. Nel giro di pochi minuti l'orrore ha lasciato spazio alla rabbia.


Che faccia ha l'assassino? Vogliamo vederlo il mostro, l'orco che è ancora in mezzo a noi e che è stato capace di infliggere 6 coltellate ad una 13enne indifesa.


La piccola ha provato a difendersi da quella furia inspiegabile: lo proverebbe il ciuffo d'erba rimasto stretto nella sua mano. Oggi ci sarà l'autopsia, che offrirà nuove immagini agghiaccianti.

Il Corriere ricostruisce questi tre mesi di attesa:


Yara esce dalla palestra di via Locatelli a Brembate poco dopo le 18.30 di venerdì 26 novembre: ha tempo di scambiarsi un sms con l'amica Martina, alla quale dà appuntamento per una gara di ginnastica la domenica. Poi il copione della breve vita di Yara deraglia: il suo telefonino aggancia l'antenna di Mapello, il paese accanto a Brembate ma fuori strada rispetto al percorso abituale verso casa Gambirasio. E verso Mapello si indirizzeranno i cani cercapersona incaricati di trovare Yara. Brembate, Mapello, Chignolo sono quasi allineati sulla carta geografica, racchiusi in 9 chilometri di strada. Alle 19 di quella sera Maura Gambirasio chiama la figlia sul telefonino ma l'apparecchio è muto; infatti accanto al cadavere della ragazzina c'erano la batteria e la sim card del telefonino, non il resto dell'apparecchio. Ed eccoci a un primo punto fermo del giallo: l'aggressione avviene poco lontano dalla palestra, l'assassino si dirige verso Mapello ma si preoccupa subito di non rendere rintracciabile il percorso della vittima, dividendo in pezzi il cellulare. Un particolare da brivido, perché significa che l'agguato era stato studiato. Il passo successivo ci porta già a Chignolo: sabato lo scheletro della tredicenne appariva integro ma i tessuti quasi completamente sfaldati; i vestiti però erano tutti al loro posto, persino l'elastico rosso tra i capelli.

Gli inquirenti quindi pensano che i resti di Yara non fossero trasportabili, a meno di ridurli in pezzi. Si fa quindi sempre più strada l'ipotesi che la ragazzina sia sempre rimasta lì. Dalla sera del 26 novembre


Quindi perchè non è stata trovata prima se la zona rientrava tra quelle battute dai ricercatori?

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