Yara Gambirasio, conclusa l'autopsia: non è stata violentata dal suo assassino

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Almeno allo strazio non è stato aggiunto altro. La piccola Yara Gambirasio, la 13enne di Brembate di Sopra trovata senza vita sabato pomeriggio, non è stata violentata dal suo assassino. Lo dimostra l'autopsia, che si è conclusa questa notte. Il corpo inoltre era stato ritrovato vestito: la ragazzina aveva indosso ancora gli abiti della sera della scomparsa.


I medici hanno cercato di prelevare qualsiasi traccia utile (soprattutto di Dna) che non appartenesse alla ragazza: come leggiamo su Repubblica non si è cercato solo sul corpo ma sui vestiti, i fuseaux, il giubbetto che aveva ancora addosso e la biancheria intima. Nei prossimi giorni proseguiranno gli accertamenti.


La dottoressa Cristina Cattaneo, l'antropologa forense che ha coordinato tutte le operazioni, e di cui ha parlato anche Emanuela Zerbinatti su Arte e Salute, si è trincerata dietro un 'no comment'.


"Io ho il veto assoluto: non posso e non voglio dirvi nulla su questa vicenda, perchè è a rischio anche la credibilità di quello che dirò poi un domani"

La causa della morte non è ancora certa: anche se sono stati ritrovati i segni delle coltellate, riporta il Corriere, non è possibile escludere l'ipotesi del soffocamento.


Intanto gli inquirenti hanno deciso di prelevare il Dna ad una decina di persone che abitano nella zona e hanno precedenti per aggressioni a sfondo sessuale. E' facile infatti supporre che Yara sia rimasta vittima di un maniaco che conosceva bene la zona


 


(fonte immagine)

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