Yara Gambirasio, i dubbi sulla morte: dal sangue scomparso all'omicidio di Eddy Castillo

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"La famiglia e noi, la comunità di Brembate, ci aspettiamo delle risposte, ci aspettiamo giustizia, non vendetta. Quel mostro, quella bestia, quell'animale, va preso assolutamente". Sono queste le dure parole del sindaco di Brembate Diego Locatelli sull'omicidio della piccola Yara Gambirasio.


Gli inquirenti stanno ancora passando al setaccio ogni possibile pista. Si sta cercando, come spiega Repubblica,


"Una persona - magari solo di qualche anno più grande, uno capace di attrarre - della quale la ragazzina si fidava a tal punto da salirci in macchina. Per questo stanno interrogando a nastro (molti erano già stati sentiti) tutti i frequentatori del centro sportivo. Chi ci lavora. Chi viene a allenarsi. Quelli del basket che scendono in campo dopo il corso di ginnastica. Quelli del nuoto che finiscono alla stessa ora delle atlete in body. I genitori, chi siede sulle tribune come spettatore. Ma soprattutto i ragazzi: tra i 18 e i 25 anni"


Nella vita della piccola ginnasta bergamasca la palestra ha sempre svolto un ruolo importante.

Non si riesce a capire perchè una ragazzina che aveva solo undici numeri nella rubrica del cellulare possa essere finita così. Chi l'ha uccisa, riuscendo a restare nell'ombra tutti questi mesi?
 
Restano inoltre alcuni dubbi che gli inquirenti dovranno chiarire. Come spiega NewNotizie, se Yara è morta dissanguata, perchè i suoi abiti non sono pieni di sangue? Ma questo particolare non è ancora stato confermato dagli inquirenti.


Invece BergamoNews si chiede se ci sia un collegamento tra la morte Yara e quella di Eddy Castillo, un 26enne trovato morto la mattina di domenica 16 gennaio a soli 300 metri dal luogo in cui è stato ritrovato il cadavere della ragazzina.


 


(fonte immagine)

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