Yara Gambirasio forse uccisa da una donna, controllato il dna di 40 persone

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Purtroppo non ci sono notizie rilevanti sul fronte Yara Gambirasio. Leggiamo sul Corriere che è ripartito il giro degli interrogatori a tappeto da parte degli investigatori che indagano sul rapimento e l'assassinio della ginnasta di Brembate di Sopra:


"Di una quarantina di loro sarebbe già disponibile il Dna, prelevato duranti quegli incontri in modo coattivo, cioè a loro insaputa tramite biccheri, tazze di caffè o sigarette. Non potranno avere valore legale ma potranno servire a indirizzare le indagini una volta arrivata la relazione del medico legale che ha condotto l'autopsia"


Nessuna certezza finora, solo tante ipotesi. Secondo l'ultima l'omicida potrebbe essere una donna, considerata la scarsa forza delle coltellate (che non sono state fatali). Questa idea però cozza con i dati dell'identikit e farebbe cadere il movente sessuale, che finora è quello principale.

Bisogna solo avere pazienza. Secondo il criminologo milanese Luca Steffenoni, che ha pubblicato ieri su CadoinPiedi un interessante articolo, infatti bisogna stare molto attenti: la fretta potrebbe creare dei problemi alle indagini.


"Sono stati messi in croce gli uomini della protezione civile che, dedicando il loro tempo del tutto gratuitamente, hanno cercato il cadavere. Purtroppo non l'hanno trovato. Ma come è possibile questo? E' possibilissimo: il cadavere è stato trovato a 10 chilometri di distanza, che significa un cerchio immenso, i fenomeni tanatologici in inverno sono molto diversi da quelli nei mesi caldi, i cani in una zona che comunque è abitata e ha un'alta densità umana vengono spesso ingannati da odori diversi. In sostanza mi sembra che ormai ci stiamo abituando a quello che chiamo il determinismo della criminologia: dato un delitto, automaticamente ci vuole un nome del colpevole o del presunto colpevole a seconda delle situazioni [...] L'unica cosa da fare è non avere fretta e non avere voglia di arrivare alla conclusione del caso solo per dare un nome in pasto alla pubblica opinione"


Intanto la Procura della Repubblica di Bergamo ha replicato alle ignobili affermazioni di Daniela Santanchè, che aveva affermato che "dopo la vicenda della piccola Yara i magistrati dovrebbero dimettersi" perchè "se avessero impiegato per le ricerche le stesse risorse e tecnologie che hanno speso per indagare sulle ragazze dell'Olgettina forse Yara sarebbe ancora viva". Ha parlato di questo anche Eleonora Bianchini su Internet e Politica.

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