Yara Gambirasio, due le armi del delitto: trovato il dna di un uomo e di una donna

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La piccola Yara Gambirasio sarebbe stata uccisa con due armi diverse (e forse due assassini). A distanza di quasi due settimane dal ritrovamento del cadavere della ginnasta bergamasca cominciano ad emergere le prime tracce - che si spera si rivelino decisive per risolvere il giallo -.

Come leggiamo su Repubblica gli esperti dell'Istituto di medicina legale di Milano hanno riscontrato ferite attribuibili a "una lama (quasi certamente un coltello) e un altro corpo contundente. Forse un martello, forse una pietra. Yara è stata dunque colpita con due oggetti e in più punti: nella zona lombare del dorso; fra la nuca e la base del collo; e al polso sinistro"


Per ora però resta impossibile stabilire quali siano stati i colpi letali.

In attesa dei risultati di tutte le analisi di laboratorio è inoltre emerso che il corpo di Yara è sempre rimasto nel campo di via Bedeschi.


Il cadavere è stato coperto dalla neve per un totale di 25 giorni, ma sono comunque state ritrovate due diverse tracce di Dna "estranee a quello della vittima".


La prima, maschile, è stata confermata dagli inquirenti. La seconda invece, femminile, non è stata confermata ma nemmeno smentita. Sono comunque partite le prime comparazioni sui profili già raccolti nei giorni scorsi, quelli degli amici, dei familiari, dei conoscenti e dei vicini di casa.


Spiega Paola Ceretta su Notitia Criminis:


La ridda di ipotesi, con queste nuove rivelazioni, è infinita. Mi vien quasi da pensare, però, che a ucciderla sia stato un soggetto maschile, magari poco più grande di Yara e, in seguito, una donna, forse una prostituta, abbia rinvenuto il cadavere ma abbia avuto paura a parlare. In effetti, gli inquirenti hanno ricevuto lettere anonime i cui autori dichiaravano di sapere qualcosa ma erano terrorizzati a parlare. Oppure, i due DNA rilevati potrebbero essere completamente estranei all'omicidio. Potrebbero appartenere a due frequentatori della vicina discoteca che, appartatisi nel campo adiacente, abbiano rinvenuto il corpo di Yara e abbiano taciuto per non avere rogne. In ogni caso, il cerchio intorno all'orco, o chi per esso, si sta stringendo.


Di sicuro la ragazzina, che conduceva una vita tranquilla, si fidava del 'mostro' che l'avrebbe uccisa.


 


(fonte immagine)

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