Terremoto in Giappone, 10 mila morti a Miyagi ed è incubo nucleare

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Venerdì scorso il Giappone, un Paese abituato a vivere sotto la minaccia del rischio sismico, è stato colpito dal terremoto più violento di tutta la sua storia.

Il sisma, di magnitudo 8.9, è stato registrato a 24,4 chilometri di profondità e a un centinaio di chilometri al largo della prefettura di Miyagi.

Proprio qui si contano 10mila morti ma il bilancio è destinato ad aumentare.


A Minamisanriku, città portuale travolta dal violento tsunami - riporta il Corriere -, su 17.000 abitanti, 9.500 risultano dispersi.


L'esercito giapponese ha scoperto tra i 300 e i 400 corpi senza vita nel porto di Rikuzentakata, nella prefettura di Iwate, mentre più di duecento cadaveri sono stati rinvenuti sulla spiaggia di Sendai e altri 200 corpi in varie scuole di Iwanuma e Natori, sempre a Miyagi.

Sono circa 170 mila, inoltre, gli evacuati a seguito dell'esplosione sabato della centrale di Fukushima N°1, a 250 km da Tokyo, dove il rischio di disastro nucleare è molto alto.


Come scrive Debora Billi su Petrolio:


Cesio e iodio, sottoprodotti della fissione nucleare, sono stati rilevati intorno all'impianto, cosa che potrebbe rendere questa esplosione il peggior disastro nucleare in 50 anni di storia del nucleare giapponese.


Timore condiviso anche da Marco Pagani su Ecoalfabeta:


Con 6 reattori problematici e due ad alto rischio di meltdown, potrebbe traquillamente "aspirare" al secondo posto nella classifica dei disastri, o persino al primo.


La situazione in Giappone sta progressivamente peggiorando e le autorità hanno chiaramente perso il controllo della situazione. (...) L'agenzia giapponese ha fatto male a classificare l'incidente come di livello 4 prima che tutto sia finito. Con 6 reattori problematici e due ad alto rischio di meltdown, potrebbe traquillamente "aspirare" al secondo posto nella classifica dei disastri, o persino al primo.


La macchina degli aiuti internazionale si è intanto messa in moto: sono arrivate le prime squadre di soccorso straniere da Nuova Zelanda, Corea del Sud e Stati Uniti.

Rimandate le missioni di Italia, Francia, Gran Bretagna e Germania, per la decisione delle autorità nipponiche di accettare al momento solo aiuti dai Paesi più vicini.

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