Per stare in tema: 150 anni di Unità d'Italia e di italiani, nonostante tutto

150 anni dell'Unità d'Italia, qualche riflessione

incontro di Teano 16.jpg


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I nostri 150 anni di Unità (ecco le tracce su tema Unità d'Italia, Bin Laden, Fukushima, calcio scommesse e privacy. Il toto-tema e alcuni consigli per ripassare e per la dieta alimentare più giusta) che festeggeremo domani nonostante le polemiche e le provocazioni di una certa fazione politica, iniziarono un po' prima in un piccolo paesino in provincia di Caserta: Teano.


Il 26 ottobre 1860 si chiuse ufficialmente la spedizione dei Mille, guidata dall'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi. Nel corso della missione per fare l'Italia Garibaldi, partito da Quarto, in Liguria, era riuscito a sbarcare a Marsala, in Sicilia, e da lì riuscì a conquistare il Regno delle Due Sicilie.


Dopo la battaglia del Volturno il re, la regina e i resti dell'esercito borbonico, che si erano rifugiati a Gaeta, vennero sconfitti dall'esercito sardo il 13 febbraio 1861. E il 17 marzo 1861 Vittorio Emanuele II fu proclamato Re d'Italia. Restava solo da "fare gli Italiani".

Ci siamo riusciti?


Dare una risposta a questa domanda, a 150 anni di distanza, è davvero molto difficile. Forse un piccolo suggerimento ce lo può dare Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa, che ci ricorda l'importanza della conoscenza della nostra storia, che quasi "non si vuole più insegnare nelle scuole": 



Sembrerà un concetto banale, ma conoscere la nostra storia è fondamentale per capire quello che siamo oggi e soprattutto per non ripetere gli errori del passato. Non è una novità che l'Italia abbia una memoria storica che fa acqua da tutte le parti: la percezione generale che abbiamo, come popolo, purtroppo è che non cambieremo mai.


L'Italia ha bellezze che tutto il mondo ci invidia (gastronomiche, culturali, artistiche, letterarie), ma nonostante questo ci perdiamo dietro a priorità meramente personalistiche e a facili opportunismi. Inoltre, ciliegina sulla torta, ancora oggi sprechiamo fiato in quella atavica lotta Nord-Sud che non riusciamo a superare.


Di sicuro c'è ancora molta strada da fare, non tanto per conquistare l'unità territoriale, quanto per ritrovare quella unità di ideali e valori che sembra perduta nelle nebbie della storia. Se ce l'avessimo avuta infatti non saremmo stati a perdere tanto tempo chiedendoci perchè domani dobbiamo festeggiare.


Quindi, non perdiamo altri istanti preziosi, e cominciamo a rimboccarci le maniche.


Auguri Italia, e auguri agli italiani.


(fonte immagine)

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