Stefano Cucchi, il 24 marzo si torna in aula: un medico si difende online

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Il prossimo 24 marzo tutti i 12 indagati per la morte di Stefano Cucchi, il giovane romano morto il 22 ottobre 2009, torneranno in aula.


Ci racconta Paola Ceretta su NotitiaCriminis che il giovane, dopo essere stato arrestato per possesso di sostanze stupefacenti:


"la mattina del 16 ottobre deve presenziare all'udienza in Tribunale. Durante il trasferimento, uno dei carabinieri che lo scortava si accorge di due ematomi intorno agli occhi. Inoltre, il ragazzo lamenta dolori al costato e ha difficoltà a camminare. Due albanesi, fermati dagli stessi carabinieri che arrestarono Cucchi, incontrano Stefano per pochi minuti prima del trasferimento nelle celle sotterranee del Tribunale. Alla domanda chi ti ha picchiato?, Stefano risponde i carabinieri, ma non quelli che mi hanno portato qui. La testimonianza non verrà considerata valida"

A ottobre 2010 la sorella di Stefano, Ilaria, scriveva sul blog PerStefanoCucchi:


"Mio fratello Stefano è morto da un anno e da un anno i miei genitori ed io ci sentiamo presi in giro. All'inizio si parlò di morte naturale, dimostrammo che non era così. Allora si cominciò a parlare di caduta dalle scale, dimostrammo che non c'era stata nessuna caduta. Quindi si parlò di anoressia e sieropositività e poi ancora di Stefano che si era lasciato morire, mentre alla nostra famiglia non importava niente di lui, dimostrammo che niente di tutto questo era vero. Oggi si parla di fratture pregresse e malformazioni, che evidentemente Stefano non sapeva di avere, tanto da condurre una vita normale. Poi però improvvisamente, poche ore dopo l'arresto non riesce più nemmeno a tenersi in piedi e gli vengono somministrate dosi molto elevate di antidolorifico. Oggi si dice che Stefano è morto solo perché abbandonato dai medici. Ma di cosa è morto mio fratello, di cosa secondo il PM?!!"


In vista del processo uno dei medici indagati si difende online attraverso il suo blog. Ecco uno stralcio della lettera che ha pubblicato:


"Ho deciso di scrivere questa lettera dopo lunga riflessione. Cio che mi ha finalmente motivato è l'indignazione rispetto alla falsità ed ipocrisia con cui il caso del povero Stefano Cucchi continua ad essere orchestrato.

Un giovane che probabilmente ha subito soprusi per tutta la vita, anche dopo la morte è stato usato per costruire un teorema orribile fondato sulle menzogne: sei medici e tre infermieri si sarebbero accordati per volontariamente lasciar morire un giovane tossicodipendente per coprire il fatto che tre agenti di polizia penitenziaria gli avrebbero inferto delle lesioni. TERRIBILE.

Finora ho confidato nel fatto che la magistratura prendesse atto dell'assurdità di queste accuse e che avendo i giornalisti presenziato tutte le udienze preliminari venisse riportato quanto era emerso in fase preprocessuale ovvero che sia le perizie che le accuse rivolte ai medici fossero prive di fondamento o quanto meno discutibili. Non un giornalista che fosse uno ha riportato quanto emergeva giorno dopo giorno nel corso delle udienze preliminari. PERCHE'?"


Aspettiamo le risposte che verranno date nel corso della prossima udienza.


 


(fonte immagine)

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