Caso Parmalat, con la prescrizione beffati i risparmiatori: addio ai risarcimenti

Con la prescrizione del reato di aggiotaggio, i risparmiatori che hanno investito in Parmalat potrebbero non ricevere nessun risarcimento da parte delle banche coinvolte nel caso.

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UPDATE!
Le banche straniere sono state assolte.


Il prossimo 18 aprile arriverà la sentenza di primo grado nel processo per aggiotaggio, nell'ambito del crac Parmalat, contro le banche Citigroup, Bank of America, Deutsche Bank e Morgan Stanley e i cinque manager degli istituti esteri.


Però, grazie alla prescrizione (per i casi di aggiotaggio la prescrizione del reato per le persone fisiche scatta dopo sette anni e mezzo, spiega il Corriere. Quindi tra poche settimane) le banche potrebbero non pagare i rimborsi agli 80 mila risparmiatori che avevano investito nell'azienda.


Spiega il quotidiano:


"La verità è che per i manager che sono coinvolti nelle vicende del crac, anche se si dovesse arrivare a una sentenza di colpevolezza di primo grado, seppure molto importante, sarebbe penalmente una vittoria di Pirro. Con l'appello, per Carlo Pagliani, Paolo Basso (Morgan Stanley), Marco Pracca, Tommaso Zibordi (Deutsche Bank) e Paolo Botta (di Citi) scatterebbe senz'altro la prescrizione del reato"

La questione è comunque molto complessa:


"La posizione delle banche estere è comunque diversa perché in un'affollata aula del Tribunale meneghino, lo scorso gennaio, Fusco ha chiesto in base alla legge 231 - non aver predisposto delle strutture atte a evitare che i propri dipendenti si possano rendere responsabili di comportamenti contro il mercato - di procedere contro le banche confiscando parallelamente la cifra monstre di 120 milioni. Contro la 231 non c'è prescrizione. Ma in ogni caso la Cassazione ha già chiarito che non è possibile costituirsi parte civile contro le società per le responsabilità amministrative. Dunque, in soldoni, da un'eventuale sentenza di colpevolezza delle banche come persone giuridiche non arriverà nulla ai risparmiatori. L'unica speranza era la sentenza contro le persone fisiche che avrebbe permesso ai risparmiatori di chiedere di fronte al giudice civile il risarcimento del danno subito. Ma gli unici che potrebbero trarne vantaggio a questo punto sono 1.200 parti civili che non hanno firmato per vari motivi gli accordi con le banche. Per loro, in caso di sentenza favorevole, potrebbe aprirsi qualche spiraglio. Per tutti gli altri, se ancora hanno le azioni che hanno ricevuto sulla base del concordato in cambio dei Tanzi-bond, non resta che sperare in una ripresa del titolo Parmalat in Borsa nella contesa in corso tra Italia e Francia"


Comunque al processo, tra gli ex creditori di Tanzi, sono in molti quelli che aspettano con ansia di vedere cosa succederà agli istituti di credito.


 


(fonte immagine)

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