Gabriella Carlucci contro i libri di storia 'troppo comunisti': richiesta una commissione d'inchiesta

Un gruppo di parlamentari, guidati da Gabriella Carlucci, ha depositato un progetto di legge per rivedere i testi di storia adottati nelle scuole superiori italiane, considerati 'faziosi'.

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E' molto grave la proposta lanciata da Gabriella Carlucci (Pdl) insieme ad un gruppo di 19 parlamentari. E' stato infatti depositato, come riporta il Corriere, un progetto di legge (assegnato alla commissione Cultura della Camera) per rivedere i testi di storia adottati nelle scuole superiori italiane in quanto sarebbero in atto


"tentativi subdoli di indottrinamento per plagiare le giovani generazioni a fini elettorali"


No, purtroppo non si tratta di uno scherzo. Secondo questi parlamentari:


"Si osanna l'attuale schieramento di sinistra gettando fango sui loro avversari [...] la scuola non può trasformarsi in una fabbrica di pensiero partigiano"

A dare manforte all'assurdo progetto anche il ministro Mariastella Gelmini, che lo ritene un 'problema reale':


"Il tema dei libri di testo ricorre spesso, io penso che, in generale, lì non debba entrare la politica ma una visione oggettiva dei fatti e degli eventi storici"


Sotto accusa sono finiti molti volumi tra cui "La storia" di Della Peruta-Chittolini-Capra edito da Le Monnier (marchio del gruppo Mondadori Education).


Il diretto interessato, classe 1923, ricorda un brutto periodo della storia italiana:


"Questa attività censoria ricorda tempi inquisitori di infausta memoria. Quei giudizi a mio avviso sono equilibrati. Ma nessuno è perfetto e ciascuno ha le proprie visioni del mondo"


La senatrice del Pd Vittoria Franco ha commentato:


"Ormai i rappresentanti del Pdl vedono i comunisti dappertutto"

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