Ruggero Jucker: 9 anni dopo l'omicidio di Alenya Bortolotto, avrà il primo permesso premio

Meno di 9 anni dopo l'omicidio di Alenya Bortolotto Ruggero Jucker potrà ottenere il suo primo permesso premio per uscire dal carcere.

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Nella cuore della notte del 20 luglio 2002 via Filippo Corridoni a Milano si era svegliata con le urla di Ruggero Jucker. Aveva appena ucciso la sua giovane fidanzata, Alenya Bortolotto, con 22 coltellate. Nell'apice della sua follia aveva anche gettato un pezzo del suo fegato in cortile come leggiamo sul Corriere.


Oggi, meno di 9 anni dopo, Jucker potrà ottenere il primo permesso premio: potrà uscire dal carcere di Bollate e trascorrere in libertà 10 ore, sempre accompagnato da un volontario e fermandosi da un medico per un controllo.


Il quotidiano riassume la sua vicenda giudiziaria:


"In primo grado il 24 ottobre 2003 Jucker aveva evitato l'ergastolo solo grazie al beneficio del rito abbreviato, e incassato 30 anni per 'omicidio aggravato' perché il gup Guido Salvini aveva ritenuto l'aggravante (la crudeltà di quel 20 luglio 2002) prevalente sulle due attenuanti del parziale vizio di mente e del risarcimento del danno alla famiglia della vittima (1 milione e 300.000 euro). In secondo grado, però, la difesa giocò la carta procedurale del 'patteggiamento in appello', un accordo tra l'imputato (che rinuncia al ricorso) e la Procura generale (che accetta un punto d'incontro sulla pena), istituto consentito dalla legge all'epoca e ora invece abolito: con questo ultimo 'treno', il 18 gennaio 2005 Jucker scese in secondo grado da 30 a 16 anni, in quanto l'accordo tra accusa e difesa sull'equivalenza tra l'aggravante e le attenuanti derubricò l'imputazione in omicidio non aggravato, la cui pena massima di 24 anni fu ridotta a 16 dallo sconto di un terzo per il rito abbreviato. Da questa pena, divenuta definitiva il 5 marzo 2005, Jucker come tutti gli altri condannati ha poi potuto detrarre lo sconto di 3 anni determinato dall'indulto approvato dal Parlamento per i reati commessi sino al 2 maggio 2006: 16 meno 3, uguale 13 anni"

Se però un detenuto si comporta bene ha diritto ogni tre mesi allo "scomputo" di 45 giorni di "liberazione anticipata":


"Nel caso di Jucker, dunque, i quasi 9 anni di carcere che ha sinora scontato gli hanno fruttato quasi 2 anni (720 giorni) di 'liberazione anticipata', portando la pena in concreto a 11 anni dai 16 di partenza, e il fine-pena a giugno 2013, al quale seguiranno tre anni di misura di sicurezza"


Quindi Jucker ha maturato il limite per poter chiedere al magistrato di sorveglianza il primo permesso. Inizialmente la giudice gliel'aveva rifiutato, ma qualche giorno fa il collegio formato dalla presidente Maria Laura Fadda, dal magistrato di sorveglianza Roberta Cossia, e dagli esperti Laura Cesaris e Gianfranca Moiraghi, hanno firmato il primo via libera.


(fonte immagine)

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