Melania Rea ultime notizie: Salvatore Parolisi, in carcere, non parla

Nell'interrogatorio di garanzia Salvatore Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Dopo il suo fermo Salvatore Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip nell'interrogatorio di garanzia che si è svolto nel carcere di Marino del Tronto. Lo riporta il Corriere.


Il gip ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere in seguito ad alcuni elementi:


- assenza di segni significativi di "lotta, trascinamento, apprensione e immobilizzazione della vittima in vita, nonché l'assenza di segni di pianto": dimostrano che Melania ha raggiunto il luogo dell'omicidio "volontariamente, senza accennare alle reazioni e/o ai gesti di disperazione che conseguono naturalmente ad un sequestro, e comunque alla conduzione in un determinato luogo contro la propria volontà"


- Parolisi ha "una buona conoscenza del luogo per motivi connessi alla sua attività di istruttore dell'Esercito ed inoltre può ben essere a conoscenza dei percorsi e degli orari opportuni per evitare di essere visto da eventuali sentinelle poste a presidio del vicino poligono di tiro"

- le tracce biologiche di Parolisi nei tamponi della regione labiale e dell'arcata dentaria di Melania, emersa dall'autopsia, "indice di un bacio o di cellule cutanee da contatto ragionevolmente avvenuto poco prima del decesso, o comunque dopo il pranzo, evidenzia che Parolisi - ragiona il gip - si è baciato con la moglie, oppure ha avuto un contatto cutaneo con la bocca della moglie, nell'intervallo intercorrente tra il pranzo (ore 13.30 circa del 18/04/2011) e la morte della donna (entro le 15.30 circa del 18/04/2011). È ragionevolmente presumibile che detto 'contatto' sia avvenuto proprio a ridosso dell'ora della morte, poiché non sarebbe pensabile che dalle 13.30 (ora del pasto) la vittima non abbia più deglutito e non si sia più passata la lingua tra le labbra".

- l'anello di fidanzamento, che è stato rinvenuto a breve distanza dal cadavere, dimostra "che la vittima può avere avuto un gesto di stizza, conseguenza di un'accesa discussione, verso l'altra persona presente nell'occorso. Ma proprio il valore simbolico dell'oggetto in terra indica che la persona con cui Melania Rea stava discutendo era il coniuge, e che la causa della discussione va ricondotta a vicende che comunque incidevano sul rapporto di coppia e sul matrimonio".

Sotto accusa è finita ovviamente la relazione di Parolisi con Ludovica, che lo avrebbe 'messo sotto pressione', tanto da organizzare un 'pranzo di fidanzamento' con i genitori, come spiega sempre il quotidiano. In tale occasione Parolisi "avrebbe dovuto presentarsi con l'annuncio della separazione dalla moglie".


Gli inquirenti non escludono che qualcuno "possa aver aiutato" l'uomo nel depistaggio, avvenuto successivamente, ma è solo un'ipotesi investigativa.


In realtà "il caporalmaggiore 'ha avuto tutto il tempo di tornare nel bosco di Ripe nella tarda mattinata del 19 aprile' quando, mentre mezzo mondo cercava Melania tra i boschi, si è recato in caserma, il suo luogo di lavoro, tra lo stupore di molti commilitoni: 'Voleva sottrarsi alla pressione degli investigatori. Il suo distacco ci ha insospettito sin dai primi momenti, il resto l'hanno fatto le troppe bugie'".


La difesa invece respinge in toto la ricostruzione degli investigatori.

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