Norvegia attentato a Oslo e Utoya, falso allarme bomba nella stazione ferroviaria

Questa mattina c'è stato un falso allarme bomba nella stazione ferroviaria di Oslo.

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Questa mattina la stazione ferroviaria di Oslo è stata parzialmente evacuata a causa del ritrovamento di una valigia abbandonata su un autobus. La Norvegia insomma, ancora scossa per gli attentati di Oslo e Utoya di venerdi scorso, ha vissuto alcuni attimi di terrore.


Riporta Repubblica che tutti i treni sono stati bloccati, e l'area della stazione evacuata. L'allarme è rientrato dopo che gli artificeri non hanno rinvenuto "nulla di sospetto".


Riporta il quotidiano che si tratterebbe dell'azione di un soggetto psicologicamente instabile senza alcun legame con Anders Behring Breivik. Si cerca un emulatore del 32enne, un uomo di età compresa tra i 25 e i 30 anni, descritto come "psicologicamente instabile e pericoloso".

Il premier Jens Stoltenberg intanto ha fatto sapere:


"Una volta terminata l'inchiesta, e quando avremo finito di confortare coloro che hanno perso un familiare, verrà il momento di esaminare tutte le lezioni che abbiamo tratto da questa esperienza"


Secondo il quotidiano norvegese VG, la polizia avrebbe scoperto nel memoriale di Breivik il piano per un nuovo attacco, da compiere dopo l'evasione dal carcere in seguito all'arresto. L'uomo sconterà le otto settimane di custodia cautelare nel carcere di Ila, sulla costa occidentale della Norvegia.


Tra l'altro c'è un mistero legato al 'manifesto' dell'attentatore, che è stato inviato a una lista di 1003 indirizzi email, come riporta il quotidiano: l'assassino, che si è firmato "Andrew Berwick" ha spedito il materiale, insieme ad un video su YouTube che lo ritrae mentre imbraccia un fucile, alle 2.09 di venerdi pomeriggio. Un'ora e 17 minuti prima dell'esplosione nel centro di Oslo.


Nella mail Breivik si presentava a tutti i destinatari come "Patriota dell'Europa Occidentale" e scriveva:


"E' un regalo per te... Ti chiedo di distribuire questo libro a chiunque tu conosca"

Tra i destinatari c'è anche Tanguys Veys, parlamentare belga del partito di estrema destra e fortemente anti-islamico Vlaams-Belang. Veys ha negato ogni contatto personale con Breivik, e ha dichiarato che almeno un quarto di quelli che hanno ricevuto il manifesto di Breivik risiedono nel Regno Unito, mentre tutti gli altri vivono nel resto d'Europa e negli Usa.


Come però riportano i quotidiani fiamminghi Het Belang van Limburg e Gazet van Antwerpen, i servizi di sicurezza belga hanno trasmesso un dossier al tribunale federale su un possibile legame tra il sito del The Brussels Journal e Breivik: infatti i testi pubblicati negli ultimi anni sul sito del The Brussels Journal si troverebbero proprio nel manifesto.


(fonte immagine)

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