Londra scontri: la protesta corre su Blackberry e Twitter

Facebook e Twitter sorvegliatissimi dalla polizia londinese, il Blackberry Messenger è invece criptato. I giovani di Londra e dintorni usano la tecnologia per la guerriglia.

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La rivoluzione inglese del 2011 corre su Twitter, Facebook o Blackberry. C'era da aspettarselo nell'era dei messaggini e della rete. Mentre la rivolta in territorio britannico prosegue, contagiando altre città oltre a Londra, e gli arresti sono ormai più di 200, Scotland Yard monitora attentamente i social network, veicolo di informazioni e inviti alla guerriglia tra i giovani arrabbiati. La polizia inglese ha avvertito che chiunque userà i social network per fomentare la violenza, sarà arrestato.

Questo episodio dice di quanto sia grave la situazione e di come le forze dell'ordine facciano fatica a tenerla sotto controllo. Finora si è registrato solo un morto, il pregiudicato di colore Mark Duggan, scintilla che ha scatenato saccheggi, devastazioni e incendi a Tottenham e in altre zone della capitale. Su Facebook sono già 14mila i fan della pagina intitolata a Duggan, già diventato martire della rivoluzione. Twitter segue a ruota, grazie all'immediatezza dei messaggi.


Scotland Yard non solo monitora questi due veicoli tecnologici per arrestare chi lancia messaggi a favore degli scontri, ma anche per capire dove ci potrebbero essere altre violenze (in questo senso, Google Maps la fa da padrone).


Se Facebook e Twitter ora sono sotto una specie di filo spinato virtuale, il sistema di messaggistica del Blackberry Messenger è ancora offshore. Secondo Ofcom, il 37 per cento dei giovani britannici (più di uno su tre) ne possiede uno: Grazie al sistema di criptaggio dei messaggi, la polizia al momento è tagliata fuori. Gli sms viaggiano infatti da Un Bb all'altro previo riconoscimento di un Pin alfanumerico. I messaggi vengono poi scaricati su chat accessibili solo previo invito e sono indecifrabili dall'esterno. Un bel pasticcio per Scotland Yard.

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