Salvatore Parolisi e le accuse delle soldatesse: tutta la verità sulla Caserma di Ascoli Piceno

I racconti delle reclute della caserma di Ascoli Piceno, quella di Salvatore Parolisi. Tra soprusi, approcci e sesso.

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Racconti di soprusi, flirt, favori e sesso: vengono fuori da sei soldatesse, reclute del 235esimo reggimento addestramento volontari di Ascoli Piceno. Questa è la caserma dove Salvatore Parolisi ha conosciuto Ludovica Perrone, ex allieva e amante. Valeria, Simona, Gaia, Giuditta e Veronica ne hanno dette di tutti i colori sui loro ex capi.


"Il capo mi avvicinava, Mi invitava - ha detto Simona al tribunale parlando di Parolisi - mi diceva: non ti preoccupare, io ti porto in un posto più sicuro, al poligono, dove non ci vede nessuno". Valeria ha invece spiegato: "Aveva un atteggiamento...insomma...Vediamo queste curve di livello, allora come siamo messi?". Non solo: "Diceva che se fosse svenuto, non avrei potuto sottrarmi alla respirazione bocca a bocca".

Giuditta ha confessato: "Durante l'addestramento, usava sistemi violenti. Quando facevamo il passo del leopardo, mi dava colpi sul sedere". Rosa ha riconosciuto di aver avuto un'avventura con il caporalmaggiore: "Era iniziato come un gioco e tutto finiva lì, poi mi mandò un pessaggio spinto su facebook. Poi c'è stata la festicciola nel suo ufficio. Ha iniziato a farmi piccoli favori durante il corso...è normale, se tu sei l'istruttore e hai interesse per una recluta, qualche priorità gliela dai. Tipo che andavo via prima per un motivo o per l'altro".


Ma poi arriva l'appuntamento nell'albergo La Dimora di Morgiano. Rosa continua: "Sapevo che andavano tutti lì". L'hotel è lo stesso di cui ha parlato Ludovica, considerata il vero motivo per cui c'è stato l'omicidio di Melania Rea, la moglie di Parolisi: "Era lui che prenotava - ha detto Ludovica, divenuta l'amante seria di Salvatore - io non consegnavo mai il documento. Adesso che ci penso ci sono stata anche un giorno che c'era brutto tempo".


La caserma di Ascoli Piceno è al centro di ben tre inchieste della magistratura. E poi c'è quella dell'Esercito. Le vecchie reclute su facebook hanno già detto la loro: "Qualche storia di sesso non farà di questa caserma un casino". Ma i magistrati vogliono vederci chiari, visto che le reclute erano mille ogni anno, gli istruttori una cinquantina.


Il pm militare di Roma, Antonella Masala, ha già portato alla sbarra il maresciallo capo A.D.: "Ha offeso l'onore e la dignità delle inferiori di grado. Le invitava esplicitamente ad avere rapporti con lui. Rivolgeva loro frasi del tipo: 'Hai una bella terrazza', 'Che bel corpo che hai' e via dicendo. Fino alla frase: 'Preferirei trovarvi solo con la biancheria intima addosso'". Il collega della procura ordinaria, Ettore Picardi, ha però archiviato il caso: "I comportamenti non rappresentano un valido tentativo di violenza sessuale". A molte reclute è stato detto anche di mantenere il silenzio, altrimenti sarebbero stati guai.


La caserma di Ascoli Piceno non sarà un casino, ma un polveriera di sicuro sì.

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