Cronaca Milano, lesbica picchiata a sangue in un ristorante

A Milano una nuova aggressione omofoba.

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In Italia i gay non possono sposarsi, non possono essere mostrati in una fiction televisiva mentre convolano a nozze, non si può nemmeno quasi parlare di loro, ma forse possono essere pestati a sangue in un ristorante della 'civilissima' Milano senza che nessuno muova un dito.


Racconta su Facebook la grafica milanese Patrizia Lai:


"Ieri sera una lesbica a cena con le amiche e la fidanzata è stata pestata a sangue da una bestia d'uomo che poi è scappato e questo solo perché non gradiva vederle teneramente insieme. È stata pestata perché mentre faceva una foto con la fidanzata al tavolo accanto, questo tizio, che per tutta la sera le importunava con occhiate e battute chiaramente omofobe, l'ha appellata molto poco carinamente e lei ha risposto. E nessuno ha fatto niente"


L'aggressione è avvenuta in un ristorante giapponese in via Raffaello Sanzio.

La Loi prosegue:


"Dopo il violentissimo e fulmineo pestaggio con una raffica di pugni al volto (tanto da impressionare veramente tutti) fatto scagliandosi sulla ragazza seduta accanto alla fidanzata, questo omone palestrato sui 90/100kg, 35 anni di età, pelato e tatuato, ha continuato ad aggredirla verbalmente per almeno 5 minuti, tanto che io e le mie amiche che eravamo nel ristorante accanto ci siamo avvicinate. Lui gridava e voleva ancora picchiarla e la minacciava (era veramente fuori controllo), io mi sono messa in mezzo e con un altro signore siamo riusciti a separarli definitivamente. Lei era ricoperta di sangue. Naso forse rotto, labbra pestatissime. Lui intanto, mentre chiamavano la polizia, ha pensato bene di prendere e andarsene tranquillo verso la metropolitana. Due amiche dell'aggredita lo hanno inseguito ma lui avrebbe cercato di picchiarle"


Sul luogo sono intervenute polizia e 118, che hanno raccolto la testimonianza della giovane, che è stata poi trasportata in codice verde all'ospedale San Carlo per alcuni controlli.


La Questura ha confermato, come leggiamo sul Corriere, di essere intervenuta in seguito alla segnalazione di una lite "per un uomo infastidito da tre ragazze":


"Dopo una lite verbale, l'uomo seduto al tavolo vicino ha sferrato contro la donna alcuni pugni, infastidito da alcune foto che scattava con le amiche di 29 e 32 anni"


Aurelio Mancuso, presidente Equality, e Italia Rosaria Iardino, del coordinamento nazionale delle donne del Pd, hanno lanciato un appello:


"Questo episodio, come altri avvenuti negli ultimi tempi a Milano, segnalano quanto poco in questi anni si sia fatto per costruire strumenti di prevenzione e di repressione della violenza nei confronti delle donne, delle persone lgbt, di tutti i soggetti ritenuti deboli [...] E', quindi, ora necessario che l'attuale amministrazione, che ha pronunciato parole chiare sulla necessità di recuperare nella società milanese un forte senso di solidarietà e condivisione nei confronti delle persone che sono più colpite da questo tipo di violenze, prosegua con decisione nell'individuazione di campagne, azioni, servizi che rendano Milano una città sicura, per tutte e per tutti"


(fonte immagine)

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