'Ndrangheta, Antonio Pelle evaso dall'ospedale di Locri

Ancora nessuna traccia del boss Antonio Pelle, evaso mercoledì pomeriggio.

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Antonio Pelle, ritenuto uno degli esponenti di spicco della cosca omonima di San Luca, è evaso mercoledì pomeriggio dall'ospedale di Locri. Come leggiamo sul Corriere l'uomo, soprannominato "Vancheddu" o "la mamma", era stato condannato in via definitiva a 10 anni per coltivazione di canapa indiana e in primo grado a 13 anni per l'inchiesta Fehida "che ha riguardato gli scontri tra le famiglie Pelle-Vottari e Nirta-Strangio che sono culminati nella strage di Duisburg".


Pelle aveva ottenuto gli arresti domiciliari per gravi motivi di salute nell'aprile scorso su decisione della Corte d'appello di Reggio Calabria e cinque giorni fa era stato ricoverato nel nosocomio in seguito ad un malore. Ma ieri pomeriggio non era già più nella sua stanza.

Ha dichiarato in una nota il vicesegretario dell'Udc Mario Tassone, componente della commissione Antimafia:


"L'evasione del boss Pelle dall'ospedale di Locri è un episodio gravissimo su cui va fatta immediata chiarezza. È inammissibile che per una leggerezza del genere si possa pregiudicare e mortificare lo straordinario lavoro compiuto in questi anni da magistrati e forze dell'ordine contro una delle faide più pericolose e sanguinarie del panorama criminale internazionale, come quella di San Luca. Chiediamo al governo di dare spiegazioni sull'accaduto al Parlamento e al Paese"


Il quotidiano spiega che Pelle da tempo aveva progettato la sua evasione dal carcere. Lo ha rivelato il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Nicola Gratteri:


"Durante il periodo di detenzione, grazie ad alcune intercettazioni ambientali, eravamo riusciti a capire che Pelle, forse con complicità all'interno del carcere, era riuscito ad avere dei medicinali dimagranti. Di questi farmaci, però aveva fatto uso spropositato tant'è che era stato necessario ricoverarlo all'ospedale romano Pertini"


Infatti se riusciva a scendere sotto i cinquanta chilogrammi, 'mi mandano ai domiciliari', aveva dichiarato in alcuni colloqui registrati il boss.


Al momento sono in corso perquisizioni a tappeto in tutta la Locride: i carabinieri stanno setacciando tutte le campagne della zona, ma al momento non è stata trovata nessuna traccia dell'evaso.

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