Fukushima oggi: sale la tensione per il rischio fissione, acido borico nel reattore

Sono iniziate le verifiche al reattore numero due della centrale colpita lo scorso marzo da terremoto e tsunami.

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Occhi di nuovo puntati sulla centrale nucleare di Fukushima, in Giappone, colpita nello scorso marzo da un terremoto con conseguente tsunami. La Tokyo Elecric Power, società che gestisce l'impianto, ha infatti fatto sapere che ci sono segnali di una possibile fissione nucleare al reattore numero due.


Sono subito scattate le contromisure, con l'iniezione di acqua e acido borico nel reattore per neutralizzare i neutrini. La Tepco ha comunque fatto sapere che la situazione è sotto controllo. La Nisa, l'Agenzia per la sicurezza nucleare nipponica, ha avviato anch'essa verifiche nel reattore, per accertare l'ipotesi del rilascio degli isotopi di xenon 133 o 135 nel vaso di contenimento. Non sono state riscontrate particolari criticità.

Yoshinori Moriyama, portavoce della Nisa, ha detto in conferenza stampa: "Non neghiamo alcuna ipotesi, compresa quella di criticità localizzate all'interno del reattore. L'importante è continuare a monitorare eventuali segnali di una reazione fissile e mantenere una capacità di controllo".


Il reattore numero due era considerato ormai vicino alla messa in sicurezza, con la temperatura nella parte inferiore del suo involucro scesa rapidamente e ampiamente sotto i 100 gradi.


Intanto, proprio oggi ha ripreso a funzionare il reattore numero quattro della centrale di Genkai. La Kyushu Electric Power, infatti, ha detto che il reattore, spentosi automaticamente il 4 ottobre dopo un guasto, ha ripreso oggi la produzione di elettricità.

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