Nubifragio Genova, la nostra blogger racconta: "Poche volte ho avuto così paura"

Il terribile nubifragio ha segnato Genova con 6 morti. Abbiamo avuto modo di contattare la nostra blogger Marta Traverso, che ci ha raccontato la terribile esperienza di oggi. Ecco le sue parole!

genova-alluvione-video.jpg


Un disastro. Il nubifragio ha segnato Genova con 6 morti (i video di YouTube). Abbiamo avuto modo di contattare la nostra blogger Marta Traverso, che ci ha raccontato la terribile esperienza di oggi. Ecco le sue parole:


Com'è Genova oggi? In questo momento non sta piovendo (almeno non nel quartiere di Marassi, dove mi trovo io), ma lo choc collettivo abbonda e la situazione non accenna a migliorare. In più sono accampata a casa dei miei zii, il mio unico paio di jeans è infangato fino a sopra le ginocchia e il mio unico paio di scarpe da bianco è diventato marrone. Il resto dei miei averi è a circa 40 km in linea d'aria, e vista la situazione delle Ferrovie dello Stato almeno fino a domani non ne riprenderò possesso.


Visto che è difficile preannunciare gli sviluppi (l'allerta meteo in Liguria durerà ufficialmente fino alle 12 di domenica, salvo nuove proroghe), mi limito a una veloce cronaca in stile partita di calcio in attesa di raccontarvi il day after.

Giovedì 3 novembre, ore 17.30: a Genova non piove, ci sono 17 gradi e il cielo è normalmente nuvolo. Io e le mie colleghe ridiamo dell'eccessivo allarmismo di chi vuole pararsi il didietro dopo quanto accaduto a Sestri l'anno scorso e alle Cinqueterre la scorsa settimana.

Venerdì 4 novembre, ore 6.30: sono a casa dei miei genitori, in un paese a 40 chilometri da Genova. Non piove, decido di partire. In un impeto di non si sa mai metto un cambio di biancheria nella borsa.

Ore 12.00: da due ore piove che Dio la manda. Su Internet la cronaca in tempo reale dell'accaduto parla di cedimenti di asfalto, fiume Bisagno sull'orlo dell'esondazione e quasi tutte le strade a mare chiuse. Prima che la situazione degeneri sul serio, decido di andare in stazione e tentare la sorte.

Ore 12.15: un treno che parta o arrivi in orario è pura utopia. Alcune persone parlano di allagamenti nella galleria fra Genova Brignole e Genova Piazza Principe, nonché a Genova Sturla e in alcune stazioni dell'entroterra. È proprio il caso di dire: wow.

Ore 13.15: sono ancora qui. Nella mia infinita furbizia non ho le chiavi della mia casa a Genova, inizio a pensare da chi potermi accampare senza dover attraversare mezza città. La scelta cade sui miei zii, che abitano a Marassi, praticamente dietro lo stadio, una zona che in condizioni normali si raggiunge in 10 - 15 minuti di autobus. La mia ora di isolamento dal mondo non mi ha permesso di sapere che proprio a due passi da casa dei miei zii, in via Ferreggiano, è da poco esondato il torrente omonimo.


Prendo un autobus strapieno, non è la linea più comoda ma dovrebbe portarmi vicinissima: le strade sono tutte bloccate. Stiamo costeggiando il fiume Bisagno, che ha praticamente raggiunto il filo della strada. Dopo poche fermate gira la voce che il bus non prosegue oltre. Anche perché avrebbe dovuto attraversare un ponte sopra il suddetto fiume. Così scendiamo in massa e facciamo il ponte a piedi: una via di mezzo fra gli Ebrei che attraversano il Mar Rosso e qualche scena di The day after Tomorrow di Roland Emmerich. C'è acqua da tutte le parti. Le due strade che seguono sono un ammasso di rami, motorini ribaltati a terra e articoli di negozi sparsi qua e là nel fango. Inoltre non c'è elettricità, quindi i semafori non funzionano e le macchine si muovono a caso con l'acqua che arriva a metà delle ruote. Faccio lo slalom tra i detriti per trovare punti in cui l'acqua non sia più alta delle mie scarpe. Sbuco praticamente alle spalle dello stadio, in Corso De Stefanis. Mancano ancora due strade in salita per arrivare e non accenna a smettere di piovere.


Una volta ripulita, riscaldata e rifocillata, accendo la televisione e mi riconnetto al mondo. Scopro così di aver lasciato la stazione Brignole prima che allagasse, che se avessi preso l'autobus che dovevo mi sarei ritrovata con l'acqua alle ginocchia e che via XX Settembre (pieno centro cittadino, nonché la strada che ho fatto per andare dall'ufficio alla stazione) è diventata un pantano. Scopro che una marea di gente ha cercato di mettersi in contatto con me per sapere se ero viva, dato che i cellulari prendono a tratti. Scopro che sono morti due bambini, che ci sono dei dispersi. Scopro che in molte scuole e uffici non stanno facendo uscire nessuno e hanno accampato tutti ai piani più alti degli edifici. Scopro che Genoa-Inter non si giocherà, come se fosse così importante. Scopro che nei prossimi giorni le polemiche si sprecheranno. Scopro che noi genovesi avremo qualcosa su cui mugugnare per un bel pezzo.


Marta su Facebook chiude così: "Poche volte nella vita ho avuto così paura".

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO