Stefano Cucchi processo: un video confermerebbe la versione del supertestimone

Continua il processo per la morte di Stefano Cucchi. L'accusa ha mostrato in aula un video delle camere di sicurezza in cui il ragazzo fu portato il 16 ottobre 2009.

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Nell'ambito del processo per la morte di Stefano Cucchi, l'accusa ha mostrato un filmato realizzato dai tecnici della polizia scientifica che mostra le camere di sicurezza in cui il trentenne romano fu portato la mattina del 16 ottobre 2009.


Poche ore prima era stato arrestato per detenzione di una piccola quantità di stupefacenti.

Riporta il Corriere:


"In questi luoghi, secondo l'accusa, Cucchi fu picchiato da alcuni agenti della polizia penitenziaria; dopo l'udienza fu portato a nel carcere di Regina Coeli, da qui al pronto soccorso dell'ospedale Fatebenefratelli e poi nel reparto di medicina protetta dell'ospedale Sandro Pertini, dove morì una settimana dopo l'arresto"

Il video è stato realizzato il 24 novembre 2009 alla presenza di Yaya Samura, il testimone che sostiene di aver visto alcuni uomini "con la divisa blu" picchiare Stefano. Yaya avrebbe visto la scena dallo spioncino della camera di sicurezza in cui lui era rinchiuso: lui era chiuso nella cella numero 5, mentre Cucchi si trovava nella numero 3.


Intanto la sorella di Stefano, Ilaria, ha scritto qualche giorno fa sul suo blog:


"Vivo sulla mia pelle le ipocrisie di un processo, il processo per la morte di mio fratello, Stefano Cucchi. Un processo che non doveva nemmeno esserci, se non ci fosse stato Fabio Anselmo. Un processo nel quale vedo avvocati pavoneggiarsi facendo il 'processo' a mio fratello e restando sempre ben lontani dalla realtà. Un processo nel quale sarei sola, contro tutto e tutti, se non ci fosse Fabio Anselmo. A lottare al mio fianco, cosa che a noi normali cittadini sembrerebbe scontata, ma che non lo è affatto. Purtroppo. E chi lo fa molto spesso ne risponde in prima persona, con attacchi continui, perché è visto come una minaccia ai controsensi della nostra giustizia. Che giustizia non è quasi mai, o almeno non lo è per tutti. Così sarebbe per la mia famiglia, se non esistesse Fabio Anselmo. Di una cosa sono certa. Su Fabio potranno sputare veleno finché vogliono, ma non lo fermeranno dal difendere la verità. Perché nella verità lui crede"


Il video della cella di sicurezza, che sarà molto probabilmente un punto chiave su cui i pm e la difesa dibatteranno, lo trovate sul sito del quotidiano.

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