Ciccio e Tore: la mamma dei due fratellini di Gravina chiede di riaprire il caso

La mamma dei due fratellini di Gravina in Puglia, Salvatore e Francesco Pappalardi, chiede di riaprire il caso. Forse Ciccio e Tore sono morti per una 'prova di coraggio' finita male.

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La storia di Salvatore e Francesco Pappalardi, 'Ciccio e Tore', aveva commosso l'Italia: i due fratellini di Gravina in Puglia erano scomparsi nel nulla nel giugno 2005 e furono trovati morti nel pozzo di un vecchio edificio abbandonato il 26 febbraio 2006, a poche centinaia di metri dalla loro abitazione.

A distanza di qualche anno la madre, Rosa Carlucci, chiede di riaprire il caso: riporta il Corriere che la donna ha presentato un'istanza per il Procuratore di Bari, Antonio Laudati, con i nomi di cinque ragazzi che secondo lei erano in compagnia dei suoi figli il giorno della loro scomparsa.


La mamma è convinta che questi ragazzi hanno sempre saputo la verità ma durante questi anni hanno mantenuto il segreto:


"Si trattò di un gioco, come una sorta di gioco del coraggio nella casa delle cento stanze. Tutti sapevano che i ragazzini andavano lì a fare certi giochi. Ora vogliamo sapere di che gioco si trattava e vogliamo sapere perché quei ragazzi, con l'appoggio dei genitori, all'epoca sono stati così omertosi"


All'epoca i ragazzi indicati da Rosa furono interrogati più volte dai poliziotti, e oggi hanno circa 25 anni.


Invece sul suo ex marito, Filippo Pappalardi, inizialmente arrestato per sequestro di persona, duplice omicidio volontario e occultamento di cadavere, la Carlucci ha dichiarato:


"Filippo Pappalardi è completamente estraneo, pure lui è stato una vittima di questo fatto"


L'uomo, dopo il ritrovamento dei figli, ottenne i domiciliari e poco dopo fu definitivamente scagionato e scarcerato. Il caso alla fine fu archiviato.


(fonte immagine)

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