Marino Occhipinti Uno bianca: permesso stato di semilibertà a ex poliziotto della Mobile di Bologna

Potrà lavorare qualche ora la mattina fuori dal carcere di Padova. Sindaco di Bologna e Associazione delle vittime contrariati.

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Marino Occhipinti, uno dei componenti della banda della Uno Bianca, ha ottenuto la semilibertà dal tribunale di sorveglianza di Venezia. Vale a dire che potrà lasciare la mattina il carcere di Padova per qualche ora per andare a lavorare alla Cooperativa sociale "Galileo".


Occhipinti sta scontando l'ergastolo dal 1994 dopo aver partecipato all'assalto a un portavalori con omicidio della guardia giurata Carlo Beccari. Ex poliziotto della squadra mobile di Bologna, Occhipinti presterà il suo servizio per la Coop che gestisce, tra le altre, una pasticceria e che si occupa di verde pubblico. Un'esperienza che l'uomo ha già fatto durante la detenzione.

Beccari era stato ucciso davanti alla Coop di Casalecchio dalla famigerata banda che, in quegli anni, incuteva timore in tutta l'Emilia Romagna. Era il 19 febbraio 1988. Oltre a Occhipinti e ad altri poliziotti, facevano parte del gruppo criminale delinquenti guidati da Roberto Savi. Dal 1987 al 1994, i morti causati da quelli della Uno Bianca furono 24, 102 i feriti e 103 le azioni criminali. Marino Occhipinti, quando fu arrestato, era vicesovrintendente della sezione narcotici della Squadra mobile.


Luigi Beccari, il papà della guardia giurata uccisa, non ha mai perdonato: "Occhipinti deve marcire dentro, io non accetto niente. Sono avvelenato, siamo tutti avvelenati. Mi hanno detto che sua madre vuole venire in casa mia a chiedere perdono. Ma quali scuse? Io ho un figlio morto, e ora sono solo in una carrozzina. Mia moglie è in una casa di riposo e non abbiamo nessuno. Quel delinquente lì deve stare dentro". Reazione sdegnata anche da parte del sindaco di Bologna, Virginio Merola: "Rispetto le decisioni della magistratura, ma in questo caso mi sarei aspettato un pronunciamento diverso. Che tenesse conto delle circostanze e dell'efferratezza di quello che è stato fatto subire alla città e alle persone coinvolte".


Rosanna Zecchi, presidente dell'Associazione delle vittime della Uno Bianca, aggiunge: "Siamo fuori dalla grazia di Dio. Sono perplessa. E siamo anche preoccupati. Non vorremmo che questo sia solo una sorta di apripista per gli altri componenti della banda, come i Savi. Se Occhipinti avesse parlato all'epoca dei fatti tante persone si sarebbero potute salvare. E se durante la sua detenzione si è comportato bene lo ha fatto per convenienza". 


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