No Tav Val di Susa: bruciate auto dei manifestanti, ancora blocchi a oltranza

Secondo i manifestanti, l'incendio sarebbe stata una ritorsione di chi è contrario al movimento. Oggi a mezzogiorno incontro con il prefetto di Torino.

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Continuano i blocchi stradali da parte dei manifestanti No Tav sull'A32 Torino-Bardonecchia, all'altezza dello svincolo di Chianocco, e sulla statale 25 del Moncenisio. E proseguono anche gli incidenti, questa volta sono andate a fuoco tre auto dei manifestanti.


A quanto pare, la prima a bruciare è stata una Panda, con fiamme che si sono alzate per 2-3 metri coinvolgendo pure i due veicoli vicini e un pezzo del bosco. I manifestanti hanno chiamato i pompieri che, però, non avevano acqua e hanno potuto soltanto mettere in sicurezza il perimetro.

La seconda camionetta dei vigili del fuoco, arrivata dopo mezz'ora, ha iniziato a domare le fiamme. Nel frattempo, però, sono andate a fuoco anche un magazzino di legname e pellet e il telone di un tir, fermato dalla protesta, a Bruzolo, paese vicino a Chianocco, lungo la statale.


A bordo del mezzo c'era ancora l'autista, un uomo dell'Europa dell'est che, fortunatamente, non è rimasto ferito. I No Tav sono sicuri che gli incendi siano stati appiccati come "atto di ritorsione" contro il movimento. Che ha continuato a intonare cori per Luca Abbà (foto: infophoto), uno dei leader, caduto da un traliccio dell'alta tensione e ricoverato al Cto di Torino in condizioni gravi, ma stabili, con ustioni e vari traumi.


Un altro militante, Mimmo, ha dovuto abbandonare il presidio perché intossicato dai fumi dell'incendio: è stato trasportato in ospedale.


Oggi a mezzogiorno i sindaci No Tav della Valsusa incontrano il prefetto di Torino. Gli amministratori chiedono lo stop all'allargamento dei lavori del cantiere. Solo allora, apriranno i blocchi.

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