Rossella Urru libera e il compagno di Dalla: lo strano modo di pensare del giornalismo italiano

Dopo la smentita sulla liberazione di Rossella Urru il giornalista Marco Bardazzi ha parlato delle colpe di Twitter. Io butto nel calderone anche Marco Alemanno, il compagno di Lucio Dalla. E provo a dimostrare che internet...

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Questo post è in incubazione da sabato sera. Sapevo che qualcuno si sarebbe messo ad urlare qualche fregnaccia dopo la smentita sulla liberazione di Rossella Urru. Non a caso è spuntato l'articolo di Marco Bardazzi su LaStampa.it. In parole povere scrive: colpa di Twitter.

Ma come? Colpa di Twitter? Ragioniamo. La notizia della liberazione è stata lanciata su Twitter? No. La notizia è stata ripresa da Twitter? No. La notizia è spuntata su Sahara Media, ripresa da Al Jazeera, confermata dalla Procura di Oristano all'Adnkronos e infine rimbalzata sugli organi d'informazione.


Sabato ho seguito la vicenda. Corriere, Repubblica e compagnia bella aprivano con la liberazione di Rossella. SkyTg24 lo scriveva in grande evidenza. Stesso discorso per Tgcom24. Normale che il popolo di Twitter esultasse (dopo la campagna #freerossellaurru delle scorse settimane). Quindi: come si fa a dire che la colpa è di Twitter? Sinceramente non comprendo. Anzi, l'unica cosa che comprendo è la moda del momento. Prima la colpa era sempre dei blogger. Adesso è dei tweet.


Sarebbe invece il caso di riflettere su come l'informazione tradizionale distorce a suo piacimento molte notizie che considera "scomode". Un esempio riguarda i funerali di Lucio Dalla, dove le foto scattate a Marco Alemanno si sono sprecate (andate a vedere i service fotografici...).


Chi è Marco Alemanno? Il compagno di Lucio Dalla. Avete visto come è stato etichettato Marco Alemanno dai media? "Il più stretto collaboratore". "L'amico più caro". "La persona più vicina a Dalla". Mi dicono che qualcuno abbia addirittura scritto "Il corista" (Gery Palazzotto mi informa che l'Oscar va all'Avvenire). Insomma, telegiornali, quotidiani e siti internet non avevano il coraggio di dirlo. Marco Alemanno, il compagno di Dalla, ha letto il testo della sua canzone Le rondini. Una parola semplice: compagno.


Nulla, almeno fino a quando su blog, siti indipendenti e social network è divampata la polemica. Risultato? Oggi la parola "compagno" viene portata in trionfo un po' da tutti. Per non parlare di "coming out" (cosa mai potrà centrare con i funerali di Dalla...) alla quale il Corriere dedica addirittura un articolo oggi (pag. 39).


Insomma, il discorso è complesso, ma se ci pensate molto semplice: Internet non è l'uomo nero. Internet non è pericoloso (lo dice sempre il mio amico Monty). Internet è semplicemente una piazza dove tutti possono dire quello che pensano. E chiudo così: Internet e Twitter (e pure Facebook...) non sono i colpevoli degli errori altrui. Così è se vi pare. Altrimenti amen.


p.s.
Riporto anche l'ottimo post di Luca Sofri sulla vicenda Urru.

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