Julian Assange News: "Risponderò ai giudici, ma solo via web da dentro l'ambasciata"

L'Inghilterra pronta ad un raid nell'ambasciata per estradarlo

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Julian Assange ha deciso: risponderà ai giudici svedesi, ma soltanto via web e senza uscire dall'ambasciata; a fare paura al fondato di Wikileaks, infatti, non è tanto l'eventuale processo in Svezia per reati sessuali, quanto l'estradizione in un paese che, a conti fatti, potrebbe essere solo una prima tappa verso gli Stati Uniti, paese dove lo stesso Assange rese pubbliche ombre e segreti della diplomazia mondiale. Assange rischia un processo per alto tradimento e persino la pena di morte.

Assange, al momento, si trova nell'ambasciata londinese dell'Ecuador, governo che gli ha concesso asilo politico; è pronto a rispondere alle domande della Svezia, ma solo via web dall'ambasciata, perché se uscisse rischierebbe di essere arrestato. A confermare la disponibilità di Assange il portavoce di Wikileaks, Kristinn Hrafnsson.


Il problema resta la posizione del Regno Unito. La minaccia di un raid all'ambasciata dell'Ecuador, per arrestare Assange, è stato lanciato diverse volte. La Gran Bretagna vuole portare a termine il processo di estradizione che è cominciato da tempo in Svezia. Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, non ci sta: non vuole che l'asilo politico venga usato per aggirare un procedimento giudiziario.


Il Parlamento dell'Ecuador, intanto, ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu per evitare che la Gran Bretagna usi la forza e entri nell'ambasciata londinese. L'Ecuador può vantare l'appoggio dell'Argentina (rapporti tesi con l'Inghilterra per le isole Falkland-Malvinas) e del Venezuela. Contrari Stati Uniti e Canada.

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