Omicidio Lignano: la ragazza arrestata confessa

Difende il fratello, parla confusamente di quella notte e poi ammette: "Sono disperata, volevamo solo portargli via i soldi".

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"Quella notte ero lì. Avevo il volto coperto. Abbiamo aspettato i due anziani, ma io non volevo che finisse così. Non sono un'assassina. Volevamo solo portare via i soldi". E' Lisandra Aguila Rico a parlare della notte in cui sono stati uccisi i coniugi di Lignano, Paolo Burgato e Rosetta Sostero.


Arrestata dai carabinieri, durante l'interrogatorio davanti al pm ha tentato di proteggere il fratello Laborda Reiber Rico, tuttora ricercato per il duplice omicidio dello scorso agosto.

Lei, 21 anni, di origine cubana, alcuni anni fa era venuta in Italia per cambiare vita. Lavorava come commessa. "Quella notte non ero drogata, non avevo preso nulla. Non volevo uccidere, volevo solo il denaro, ma poi c'è stato il panico". Dovuto al fatto che i due cubani erano stati riconosciuti dalle vittime.


"Non me l'aspettavo, non volevo che le cose finissero così, io non sono un'assassina e non ho mai fatto nulla in vita mia. Non mi drogo, quella sera non avevo preso nulla. Mi ero coperta il volto e li abbiamo aspettati lì..." ripete in lacrime. Traditi dalla stazza: 180 centimetri per 150 chili lui, 170 èper 70 lei. I soldi? "Io non ho portato via nulla, poi non so...". Ora è nel carcere di Trieste: "Sono disperata". Pare che le poche centinaia di euro portate via dalla casa siano nelle tasche del fratello. E proprio lui ora Lisandra cerca di proteggere. Figli della stessa madre, ma con padri diversi, erano arrivati in Italia nel 2009 per il ricongiungimento familiare. 


La mamma, Sandra Emilia Rico, da 20 anni in Italia, ha sposato un gelataio campano diventato il "Re del Gelato" di Lignano. Hanno fatto due figli. La loro gelateria proprio di fronte alla coltelleria dei coniugi Burgato, clienti affezionati. Qui si sono conosciuti con i due cubani, che inizialmente aiutavano al bar gelateria. Poi i rapporti si sono deteriorati e Laborda è andato a lavorare in una sala giochi; Lisandra ha prima cercato lavoro come commessa, poi è andata a Salerno. Fino al giorno del delitto.


La mamma, Sandra, commenta: "Non ci posso credere, hanno ucciso Paolo, il più buono di tutti. Proprio lui che non ha mai fatto del male a nessuno. Sono delle bestie questi, c'è da aver paura. E io che lascio sempre la porta aperta".


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