L'innocenza dei musulmani: la primavera araba è diventata subito autunno

Hanno detronizzato i vari Gheddafi e Mubarak invocando quel senso di libertà che però, per noi Occidentali, significa molto altro. Ora il mondo arabo si ritrova inchiodato nel proprio eterno limite, ovvero quello del fanatismo religioso

cnnprimaveraaraba3499.jpg Nel passaggio dalla primavera all'autunno c'è di mezzo l'estate, ma nel mondo arabo pare non se ne siano accorti. La tanto esaltata 'primavera' della Fratellanza Araba (un bel nome, che evoca bontà e sentimenti quasi... cristiani) si sta invece risolvendo per quello che è, e della quale si è sempre saputo: un'orda di fanatici violenti il cui obiettivo è imporre con il ferro e con il fuoco il proprio credo mistificato al mondo.

Sia ben chiaro, a me della religione non frega assolutamente niente, sia essa a base di profeti sbattuti su una croce o di muezzin che alzano il dito per capire dove si trovi una pietra nera verso cui pregare. Per me è assurda una cosa come l'altra. Allora, meglio guardare a quale sia il male minore. I 'fanatici' nostri, quelli che teniamo in casa, a volte straparlano di divorzio, altre puntano l'attenzione (a mio avviso giustamente) sul problema dell'aborto, ma sostanzialmente sono inoffensivi, barricati nelle loro chiese a mani giunte per venerare il Cristo durante la preghiera del vespero. Sono quasi teneri, bucolici, un fazzoletto di seta e crinolina che fluttua nel vento di un'arida modernità.


Gli altri no, sono peggio. Sono molto peggio. E hai voglia a dire che loro 'vivono la religiosità' in maniera molto più intensa. E ci credo, questa è una sensazione che provo anch'io, e credo che la vivano più intensamente nella stessa maniera da circa sette/otto secoli, passando a fil di spada chi non la pensa come loro. Detto questo, la mappa del fallimento delle varie 'primavere arabe' è completa e totale. Forse a casa loro, l'essere passati da un dittatore militare a uno religioso avrà un significato che a me sfugge, il problema però è quando questi dittatori vogliono fare la voce grossa a casa nostra per un legittimo quanto squallido film prodotto negli Stati Uniti e per delle inoffensive vignette disegnate in Francia. A meno che, ora, all'improvviso, anche da Occidente qualcuno cominci a mettere dei freni alla democrazia. L'ultima volta era ufficialmente successo una settantina d'anni fa. Guarda caso, proprio 'per merito' di una destra da sempre vicina al mondo arabo. Guardiamoci intorno e facciamo molta, molta attenzione. In ballo qui non c'è una religione piuttosto che un'altra, ci siamo noi e c'è il futuro libero dei nostri figli.

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