Omicidio Perez: il delitto perfetto non esiste

12 anni dopo aver strangolato e rapinato Albina Perez, ultraottuagenaria di Trieste, i suoi assassini finiscono in carcere incastrati dal lavoro pervicace della Squadra mobile giuliana e dalle sofisticate tecnologie della scientifica padovana.

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Il crimine non paga, il delitto perfetto non esiste. Mai detti popolari furono più veritieri. Avviene a Trieste, dove la testardaggine e la volontà della polizia scientifica padovana e degli inquirenti della Squadra mobile giuliana di non regalare alle cronache nazionali l'ennesimo cold case, hanno stretto le manette intorno ai polsi di due ex fidanzati, oggi più che trentenni, rei di avere ucciso Albina Bosolo Perez, classe 1913, il 7 novembre 2000.

La signora Albina, 87 anni all'epoca dell'omicidio, quel 7 novembre di 12 anni fa, aspettava la visita del figlio quando, alla sua porta, si sono presentati Valentina Cinquepalmi, allora 22enne e il suo fidanzato, Jonathan Ausili, Johnny per gli amici, 21 anni, militare alla base di Aviano.


I due avevano seguito l'anziana donna dal bar, dove aveva bevuto il caffè fino al suo appartamento in via Carducci, a Trieste. Secondo la ricostruzione fornita da Valentina al sostituto procuratore Matteo Trapani, lei ha suonato al campanello, Albina ha aperto e, insieme al fidanzato, l'hanno aggredita. Volevano rapinarla ma, sempre stando a quanto ha confessato Valentina, hanno perso la testa e, mentre lei arraffava un magro bottino in denaro contante e gioielli, Johnny strangolava l'87enne.

A incastrarli, dopo 12 anni, le impronte digitali lasciate da Valentina sul campanello e su una scatola in casa della vittima. Interrogata ha confessato e confermato quello che gli inquirenti già sospettavano, la presenza di un complice. Le impronte di Valentina erano state accuratamente raccolte già nel 2000 dalla scientifica triestina ma solo le nuove sofisticatissime tecnologie hanno permesso di dare un nome e un cognome, fornendo, anche, un riscontro in 17 punti, uno in più dei 16 previsti per legge atti a effettuare il riconoscimento di una persona.

Valentina e Johnny erano convinti di aver commesso il delitto perfetto, di non aver lasciato tracce identificabili. Le loro vite, dal quel 7 novembre erano cambiate e le loro strade, con il tempo, si erano divise per rincontrarsi, oggi, in un'aula di tribunale.


(Photocredit: Archivio personale)

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