Crisi economica: Luttwak, abbassare le tasse, tagliare il pubblico

Un discorso da incastonare a lettere cubitali, quello di Edward Luttwak a Napoli: l'Italia non ascolta le richieste degli esperti, continuando indefessa a mantenere troppo elevati i costi del pubblico, sfruttando invece i capitali dei privati

edwardluttwak.jpg Non conoscevo Edward Luttwak se non di nome: oggi ho avuto la fortuna di ascoltarlo a un convegno tenutosi a Napoli e, devo ammettere sinceramente, mi ha affascinato. Un linguaggio duro, asciutto, pane al pane e vino al vino, senza guardare in faccia a nessuno, specialmente a Mario Monti e alla sua politica di lacrime e sangue, solo per alcuni, ovviamente.

Il giudizio di Luttwak, epserto americano di relazioni internazionali, è chiaro e definitivo: l'Italia non può continuare in questa folle politica delle tasse mascherata da rigore, mentre coloro che veramente sperperano il denaro, ovvero il mondo del pubblico, continua a veleggiare indistrubato presso lidi sicuri. In questo modo a essere colpiti sono i cittadini, quelli che lavorano e producono, le piccole imprese, quelli che per forza sono costretti a qualche piccolo sotterfugio, pena la morte, talvolta anche fisica, e contro i quali Monti non trova di meglio che reinventarsi la delazione in stile bolscevico.


Ma, invece che denunciare il nostro vicino per un miserabile pezzo di pane, è il caso vieppiù (bellissima espressione) di denunciare i costi della politica, i costi di Monti e dei suoi accoliti, dell'enorme numero di persone strapagate nel settore del pubblico impiego. Il messaggio di Luttwak è chiaro: 'Non si può continuare a dar da mangiare al gatto, se in famiglia si muore di fame'. Tradotto: sappiamo dove si può tagliare, eppure si prosegue indisturbati nella folle elargizione di prebende statali, mentre il privato langue e soffre. Parole che ancora non ho sentito dai nostri politici, chissà perché.

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO