Albertini, Minetti e l'etica politica della mutanda

Anche Nicole Minetti ha dovuto capitolare e ha dovuto cedere al diktat di partito e rassegnare le tanto temute dimissioni. Gabriele Albertini, papabile futuro presidente della Regione, le augura una parte nel prossimo film di Tinto Brass.

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Continua la fiera del cattivo gusto all'interno del Pdl, in particolare quello ruota intorno alla Regione Lombardia. Mentre il Celeste cerca di raccogliere i cocci, polemizzando anche con gli alleati della Lega, per riattaccarli prima di Natale con delle elezioni che, se posticipate ad aprile, insieme alle politiche, permetterebbero di risparmiare 50 mln di euro di soldi pubblici, non sono conti della sinistra radicale ma della Lega e del leader del Popolo delle Libertà, Silvio Berlusconi, il papabile candidato del centrodestra Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano, non perde occasione per punzecchiare la collega di partito e, ormai ex consigliera regionale, Nicole Minetti, che in quanto a gaffe, strafalcioni e guai giudiziari ha il suo bel da fare.

Ebbene sì. Anche la Minetti ha dovuto arrendersi ai diktat di partito e all'evidenza dei fatti e mollare il colpo. Prima indagata per favoreggiamento della prostituzione nel Rubygate, processo ancora in corso. Poi simbolo dello scandalo di quel listino bloccato che, adesso, per molti papaveri del Pdl, il presidente Roberto Formigoni in primis, è necessario togliere prima di andare a nuove elezioni. Infine, derubricata da volto giovane della nuova politica del centrodestra a soggetto imbarazzante, da sganciare il prima possibile con una bell'ordine di dimissioni, direttamente dall'alto. Ma Nicole ha detto no. Ha resistito a tutto. Agli sbeffeggi, agli scandali, alle sue t-shirt provocatorie e alle passeggiate seminuda in passerella. Tutto, per restare al suo posto fino al 21 ottobre, giorno in cui sarebbero scaduti i 30 mesi di incarico e sarebbe scattato il vitalizio. Ma, all'ultimo, non ce l'ha fatta e ha dovuto capitolare. A pochi giorni dall'agognata pensione, a soli 27 anni, Nicole Minetti, insieme a tutti gli altri consiglieri regionali del Pdl (meno 5) ha dato le dimissioni, nel tentativo di azzerare il consiglio della Lombardia e permettere all'istituzione regionale di risorgere a nuova vita. Sacrificio inutile? In pochi credono che verrà fatta, davvero, pulizia.

E proprio sull'ultimo capitolo della Minetti-story si è scatenata la facile ironia di un altro compagno, pardon, collega di partito, di certo più blasonato, a riprova del basso profilo che ancora serpeggia tra i pidiellini lombardi. Gabriele Albertini, attualmente eurodeputato del Pdl (in tanti c'eravamo chiesti che fine avesse fatto), alla notizia delle dimissioni di Nicole Minetti, durante la trasmissione Agorà, in onda su Rai 3, ha commentato: è una splendida notizia. Adesso, come spero, ci sarà una telefonata di Tinto Brass che la inviterà a fare un bel film che guarderò con grande piacere. Ad applaudirlo, in studio, Mughini che, probabilmente non avvisato del fatto che Albertini, da anni, non siede sul più alto scranno meneghino, lo apostrofa con un bravo sindaco e si autoinvita a vedere insieme l'ipotetico nuovo film erotico della Minetti, genere in cui si cimenta, da sempre, Tinto Brass.

Gabriele Albertini non ha mai fatto mistero di cosa pensa di Nicole Minetti. Già a febbraio di quest'anno, intervistato nella trasmissione La zanzara, in onda su Radio24, alla domanda se la Minetti si candidasse al Parlamento, lei lascerebbe il Pdl?, l'eurodeputato ha risposto pensavo si candidasse per uno spettacolo di rivista, è una donna molto bella. E cpnfessa che si sentirebbe imbarazzato a passare una notte con lei. Del resto, Nicole non ha fatto nulla per sembrare non tanto un politico di razza ma, almeno, un aspirante tale. A lungo ci si è domandato quale preparazione politica potesse avere un'igienista dentale che fa la soubrette a Colorado. Ci ha pensato lei a fugare ogni dubbio: in politica non serve essere preparati.

Un tratto in comune, però, con Albertini, la Minetti ce l'ha: l'etica della mutanda. Durante la recente settimana della moda, Nicole ha sfilato in  costume per Parah. Un'ulteriore spallata a una classe politica già abbondantemente in crisi per i costumi alquanto easy, in tutti i sensi. Lei, si è detta, invece, orgogliosa, di aver prestato la sua immagine per sostenere il Made in Italy. Anche questo è un modo per fare politica. A suo tempo, nel lontano 1998, anche Albertini partecipò alla settimana della moda meneghina. In qualità di primo cittadino, sfilò indossando solo un paio di slip di cachemire firmati da Valentino, facendosi, poi, fotografare sorridente e soddisfatto con lo stilista. Oggi, ironizza su Nicole Minetti. Un po' come il bue che dice cornuto all'asino?


In ogni caso, a quanto pare, l'etica della mutanda paga: dalla poltrona di sindaco, Gabriele Albertini è passato a quella di eurodeputato e, magari, arriverà a quella di presidente della Regione Lombardia. Quindi, che Nicole Minetti non si disperi, prima o poi ci sarà una poltrona nuova anche per lei.


(Photocredit: Archivio personale)

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