Il vento non cambia: gli sgomberi continuano, case e collettivi

Oggi hanno sgomberato il collettivo Lambretta, ieri una famiglia in via Preneste. In entrambi i casi ci sono stati tafferugli con la polizia. #occupysfitto ha fatto irruzione a Palazzo Marino.

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In teoria, a Milano, il vento sarebbe cambiato. Invece, finito anche l'ultimo rigurgito di vacanza estiva, con le attività e le istituzioni di nuovo a pieno regime, ricominciano gli sgomberi. Nessuno viene risparmiato, case e collettivi, indistintamente. Questa mattina è stato sgomberato il collettivo Lambretta che, dalla fine di aprile, occupava 4 villette Aler, tra piazza Ferravilla e via Apollodoro; ieri una famiglia in via Preneste, zona San Siro. I ragazzi di #occupysfitto si sono presentati a Palazzo Marino nel bel mezzo di una seduta congiunta delle Commissioni Casa e Antimafia. Allontanati dalla polizia, hanno urlato a Basilio Rizzo, presidente del Consiglio comunale, che tentava di dialogare con loro, da dietro gli elmetti dello squadrone antisommossa, state mandando in mezzo alla strada quelli che vi hanno votato. Non hanno risparmiato neanche il consigliere di Sel Luca Gibillini, se c'erano De Corato e la Moratti eri qui con noi a gridare vergogna, è questo che dà fastidio.

Tornando al Lambretta, alle 9.00 di questa mattina si sono presentati poliziotti e operai muniti di lastre per sgomberare e sigillare le 4 villette occupate dal collettivo, abbandonate da 11 anni e diventate regno dei tossici del quartiere. I ragazzi del Lambretta avevano grandi progetti: biblioteca, palestra, uno spazio dove confrontarsi, dove fare cultura. Al quartiere non davano fastidio, anzi, tenevano lontana la gentaglia. Lo sgombero non è stato indolore, nonostante se lo aspettassero. Dopo gli scontri con la polizia, in 3 sono riusciti a salire sul tetto, decisi a resistere almeno una notte.

Più o meno lo stesso copione di guerriglia urbana è andato in scena anche ieri, durante lo sgombero di una famiglia in via Preneste 1, occupante per necessità. Ci sono dei bambini piccoli, spiega uno dei militanti di #occupysfitto. Sono arrivati 4 blindati tra polizia e carabinieri e 2 camion dei vigili del fuoco. La famiglia si è chiusa dentro. Maria, mamma di 4 figli e nonna di numerosi nipoti, è salita sul cornicione minacciando di buttarsi giù, mentre sotto si radunava un presidio con un centinaio di abitanti del quartiere, corsi in solidarietà. La polizia e i carabinieri si sono schierati e hanno caricato.

Un dirigente delle forze dell'ordine ha preso a pugni una ragazza, in maniera assolutamente arbitraria e fuori dal contesto delle cariche. Adesso stanno presidiando la via da ambo i lati, come se si trattasse di chissà quale blitz contro la mafia. Non vogliono far partire le ambulanze. C''è un ragazzo con la testa aperta, c'è uno con un ginocchio rotto. Qua ci sono 4000 case vuote che Zambetti e i suoi soci lasciano sfitti per speculare in vista di Expo.

Maria aveva chiesto di parlare con l'assessore alla Casa Lucia Castellano che si è rifiutata di rispondere, continua #occupysfitto. E' arrivato un messo che l'unica cosa che ha saputo fare è stato guardare mentre sfondavano la porta, rischiando di far cadere di sotto la signora. Sono dovuti intervenire i pompieri. Interpellata in merito, Lucia Castellano ha dichiarato di aver mandato il suo staff, è stato come se ci fossi andata io. Comunque, stando all'assessore non si tratterebbe di una famiglia indigente ma di una famiglia che era già stata sottoposta alla Commissione per l'assegnazione degli alloggi in deroga alla graduatoria. Era una famiglia a cui era stata offerta una casa pagando un affitto. Ci sono stati 2 mesi poi sono andati via. Se preferiscono occupare è nostro dovere respingerli.


Proprio nel vivo della seduta, irrompono i ragazzi di #occupysfitto, insieme alla famiglia di Maria, quella sgomberata in mattinata, al grido di casa, diritti, dignità, armati di megafoni, volantini Vogliamo le case di Zambetti e Benelli, BASTA PRIVILEGI!!! e striscioni. A loro proprio non è andata giù la collusione di Zambetti con la 'ndrangheta. Proprio lui che si occupava di un tema vitale come la casa.  Tentano di blindare l'assessore Castellano, probabilmente per metterla a confronto con Maria, che continua a urlare vergogna, avete buttato in mezzo alla strada 4 famiglia, stanotte io non dormirò ma non dormirete neanche voi. Non voglio il lusso di una casa, voglio solo un tetto. Alcuni consiglieri, insieme alla Castellano, in mezzo alla bagarre, guadagnano l'uscita, mentre altri tentano di contenere la rabbia dei ragazzi fino all'arrivo della polizia in tenuta antisommossa che li "accompagna" fuori, sprangando il cancello di Palazzo Marino, alle loro spalle.





Lo squadrone presidia l'ingresso del Comune, la casa dei milanesi, come le istituzioni ci hanno ricordato più volte, #occupysfitto la piazza e Maria, insieme al marito Paolo e alla figlia Assunta, racconta la sua odissea. Vivo in un orto da 9 mesi, con i topi e il freddo, insieme al marito, 60 anni, disoccupato e al figlio 19enne. Io vivo di 500 euro al mese. Lavoro 4 ore al giorno. Ci devo vivere, ci devo mangiare, un ragazzo di 19 anni ha le sue esigenze. Mia nuora con 3 bambini vive in una chiesa. Prima viveva con me, nell'orto. Mia figlia l'hanno buttata fuori 4 mesi fa. Siamo 4 famiglie a essere state buttate fuori, 4 figli miei con le relative famiglie. Altri 2 miei figli, intanto, sono andati in comunità. Lo so che è sbagliato occupare, interviene il marito, ma sono 20 anni che chiedo una casa. Questa è la seconda volta che mi buttano fuori. Sono 2 anni che vivo per strada. Prima avevo affittato una casa, prima lavoravamo sia io che mia moglie. Pagavo 550 euro di affitto al mese di casa. Una volta che io ho perso il lavoro non potevo più pagare l'affitto e ho dovuto lasciare la casa.

Assunta racconta i momenti dello sgombero in mattinata. Mia mamma per non farsi buttare fuori si stava ammazzando. Si è messa fuori dalla finestra perché è andata fuori di testa. Loro hanno provato a parlare. Non ci sono riusciti, quindi hanno detto con le maniere buone non vuoi uscire? Allora massacriamoli. E ci hanno massacrato. 8 persone mandate all'ospedale. Con la lamiera ce l'hanno buttata addosso. Ci volete buttar fuori, ok va bene, ce ne andavamo ma non fare resistenza in quel modo ma cosa siamo animali? Mi hanno presa con il bambino in braccio e mostra dei segni rossi sulle gambe del piccolo.


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Ci sono 5000 case vuote tra Aler e Comune, tutte con la porta di ferro e il riscaldamento, spiega #occupusfitto. Sono 81000 alloggi privati vuoti in giro per Milano, ci sono circa 800 sfratti eseguiti da privati di famiglie lasciate in mezzo alla strada, 700 sgomberi di case popolari. Insomma, un emergenza abitativa che chiede di intervenire non di andare avanti sulla stessa ottica del centrodestra, perché è esattamente quella. Forse, per loro, il vento non è ancora cambiato.


(Photocredit: archivio personale)



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