Berlusconi se ne è andato: adesso provate a sentirvi liberi, se potete

Silvio Berlusconi se ne va, lasciando campo aperto alle mezze tacche della politica. 'Adesso tocca a voi' sembra voler dire il Grande Vecchio (per quanto faccia sempre più fatica a ringiovanirsi) della società italiana

BerlGetty.JPG Cari lettori, forse voi non lo sapete, ma adesso i politici italiani non hanno più scuse. Non so se lo avete notato, ma da poche ore siete liberi. Già, perché Silvio Berlusconi non si ricandiderà alle prossime elezioni e quindi, come conseguenza, voi avete riacquistato la libertà. Poco importa se continuerete a essere governati da malfattori, malandrini, mafiosi, ladri, puttane e quant'altro. Il Male, quello con la M maiuscola, il mostro di Duesseldorf se ne è andato. E con lui il malgoverno dell'Italia, causa prima e iniziale dello sprofondo rosso italiota.

Perché almeno questo è quello che sentiamo da circa vent'anni a questa parte. Se non fosse per Berlusconi noi saremmo una delle nazioni più ricche e rispettate al mondo. E poco importa se prima del Berlusca ci sia stato un certo Giulio Andreotti (ovvero 'il potere logora chi non ce l'ha', parole sue), un personaggio che qualcuno è perfino riuscito a riabilitare se paragonato all'uomo di Arcore. Lui e la masnada dei vari compromessi storici, delle convergenze parallele, dei pentapartiti e degli esapartiti, delle maggioranze costruite e distrutte in un amen, dei governi creati e caduti all'occorrenza della partitocrazia e delle Casse del Mezzogiorno di turno. Senza Berlusconi ora si respirerà aria più pulita.


Personalmente mi chiedo invece cosa adesso manterrà unite le varie pseudocoalizioni tenute insieme finora da malta, palta e cattorossi, capaci di unire vergini cristiane e veterocomunisti di ore dimenticate. Cosa e chi contesteranno le sinistre? Certo, facile, mi direte, basta contestare chi comanda: le opposizioni e la sinistra han sempre fatto così... va beh, ma vuoi mettere il gusto? Senza il Grande Male l'elettroencefalogramma della politica italiana virerà ancor di più sul piatto, un po' come il nostro campionato di calcio, dove persino un malconcio Antonio Cassano ritrova giovinezza e splendore. E di là, nell'arena politica, un Matteo Renzi qualsiasi, brutta copia berlusconoide di uno yuppie rampante degli anni '80, potrebbe persino rischiare di strappare lo scettro di 'conducator' al Pier Luigi Bersani di turno, camicia alzata in pieno stile lavanderina, faccia da 'brav fioeu' e tanta buona volontà (lo vogliamo accostare a... Nocerino?).


Stendiamo un velo sul centrodestra dove, malgrado lo sfacelo attraverso cui è passata recentemente, forse è la Lega Nord, con Roberto Maroni e Matteo Salvini, a proporre la coppia di ali più interessanti. In casa Pdl (Partito dei Lacché, ormai forse degli 'ex' lacché, visto che dopo che il capo se ne è andato tutti pensano di poter fare a capocchia loro), l'input l'ha già inviato un altro defenestrato di lusso: Roberto Formigoni ammette lui stesso di sentirsi quasi 'sollevato' dall'uscita di scena di Berlusconi per poter così aprire anche in Italia al, udite bene, Partito Popolare Europeo. Che poi non è nient'altro, ovviamente, che il cercare di portare a casa i voti dei cattolici. Ovvero Papa, Vaticano, preti, comunioni e liberazioni, inginocchiarsi sui ceci, pregare. Dormire, forse morire. Perché si torna sempre lì, come in un ciclo hegeliano: l'Italia torna alla Chiesa, come nel bosco delle Streghe di Blair, da dove prima Craxi e poi Berlusconi avevano cercato di strapparla. E dove noi, ormai bendati e ciechi da decenni di totale inconsapevolezza, vaghiamo ormai dimentichi da dove siamo partiti, e da cosa stessimo cercando di sfuggire. Invece ora, cari italiani, vi faranno pensare di essere ben felici e contenti, e dovrete persino ringraziarli, per poter tornare là dove loro vogliono, in bocca ad Agnelli e ai loro amici preti, quelli che vi stavano e vi stanno sopra, assieme a loro. Perché Berlusconi, per quanto continuino a farvelo credere, non era il lupo cattivo. Non lo era lui e forse non lo era nemmeno Craxi. Erano semplicemente un altro tipo di potere, uomini coraggiosi che hanno provato a mettere i bastoni fra le ruote alla feccia politica italiana. Che ora ritorna, più forte che mai, diversa nei nomi da quella di allora, ma sempre uguale, nei modi e negli effetti, ovvero quelli della distruzione della speranza. (credit image by Getty Images)

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