Elezioni Sicilia: ha vinto il partito dell'astensione

Il 52,58% dei siciliani, domenica, ha scelto di non andare a votare per le regionali. Ha vinto il partito dell'astensione con largo distacco da Pd, Pdl e M5S. A bocca asciutta Sel, Idv e Fli.

Immagine di anteprima per scheda elettorale.JPG Alle regionali siciliane ha vinto un nuovo partito: l'astensione. Una vecchia conoscenza, che a tratti si riaffaccia nella politica italiana, e ogni volta rinnovato, mai riciclato e porta con se aria di rivoluzione. Insomma, riesce a essere sempre una novità, un outsider.

A scrutinio non ancora ultimato, ha preso il 52,58% delle preferenze, aggiudicandosi la palma del vincitore. A rincorrerlo, il Movimento 5 stelle, che si è proposto come ventata di aria fresca, il Pd a braccetto con l'Udc e il Pdl che, invece, proponevano la solita aria fritta. Sono rimasti a bocca asciutta Fli, Idv e Sel che, probabilmente, non sono stati in grado, nemmeno, di riproporre la solita aria fritta, nemmeno rifriggendola.

Ma veniamo alla nuova star della politica italiana: l'astensione. Inquietante preludio alle prossime elezioni regionali laziali, lombarde e alle politiche di aprile 2013. La domanda che ogni cittadino italiano si pone è una sola: chi scegliere? Se il più pulito ha la rogna, leggi nel sottotesto. Fuori tutti, sarebbe meglio dentro tutti, non si salva nessuno.

Anzi, Tutti dentro, citando un film di Alberto Sordi del 1984, dove prefigurava la tangentopoli in cui affogò la Prima Repubblica, con un'adesione alla realtà spiazzante. Ben 8 anni prima dei fatti. Del resto, uno dei compiti dell'artista è prevedere la realtà, come quello del filosofo è teorizzarla, così, seguendo l'eterno ritorno nietzchiano, 20 anni dopo esatti, 1992-2012, la Seconda Repubblica affonda lentamente nelle sabbie mobili di tangenti e corruzione, voto di scambio mafioso e falso in bilancio.

Rivoli che in questi 20 anni hanno continuato a correre sotterranei, autoalimentandosi, non più per il partito ma per se stessi, come hanno spiegato coloro che indagarono nel '92, ma i se stessi sono più numerosi dei partiti e, alla fine, il rivolo è diventato un fiume in piena.

Chi è l'astensionista? Un elettore arrabbiato, oppresso dalle tasse, dallo spread e dal debito pubblico per mantenere una repubblica dei magnaccioni. Un elettore stanco di tanta arroganza e spavalderia. Un elettore diffidente, che non crede più a rottamatori, rottamati, tecnici e sfascisti. Un elettore in crisi, che non cede nemmeno più alle lusinghe dell'antipolitica.

Intanto, il partito dell'astensione cresce. E la Terza Repubblica? Si asterrà dal venire? Finora il prodotto è rimasto lo stesso, è cambiato l'ordine degli addendi.


(Photocredit: Archivio personale)


La foto è stata volutamente postata all'incontrario (n.d.r.)

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