Istat disoccupazione: per l'Italia è da record

Secondo l'Istat, la disoccupazione italiana ha toccato livelli record, con 554.000 posti di lavoro persi in un anno e 2.774.000 persone attive a spasso. Il dato più preoccupante è quello della fascia 14/24 anni. Ma a quell'età non si va a scuola?

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2.774.000 disoccupati in Italia: è il dato registrato dall'Istat nel mese di settembre 2012, quando sono andati persi 62.000 posti di lavoro, per un totale annuo di 554.000, ovvero il 2% in più rispetto al 2011. Nonostante ciò, il governo intravede una luce in fondo al tunnel. Ma per una cospicua percentuale di italiani è ancora buio pesto e l'orlo dell'indigenza è sempre più vicino.

Secondo l'Istat, a fare le spese di questa crisi, sempre più feroce, sarebbero gli uomini, definiti "nucleo tendenzialmente più stabile del mercato del lavoro" da Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della Cisl, mentre rimane in equilibrio, seppure sempre al di sotto della media, l'occupazione femminile, che si spiega con lo spostamento verso il lavoro nei servizi alle persone.


Santini, inoltre, ha espresso grande preoccupazione per i lavoratori in mobilità, sui quali pende la spada di Damocle della disoccupazione e per la drammatica situazione dei giovani. Stando all'Istat, a settembre la disoccupazione giovanile è aumentata del 10,8%, sorpassando il tetto del 35%. Gli under 25 (15/24 anni) in cerca di impiego sono 608.000, il 10,1% della loro fascia di età. E si grida allo scandalo.


Facciamo due conti. La scuola dell'obbligo dura fino a 15 anni. Per fare la commessa (prendo a esempio un settore che conosco bene), fino a ieri bastava la licenza media, oggi sono necessari il diploma di scuola superiore e la conoscenza di almeno due lingue straniere. E' facile presumere che prima dei 19 anni non si possa intraprendere tale carriera, come molte altre. Chi, poi, decide di andare all'università, prima dei 24 anni non ha concluso il ciclo di studi, a cui, molto spesso, vanno aggiunti anni di master, praticantati, dottorati o specializzazioni. Infine, per legge, si può iniziare a lavorare solo a 16 anni compiuti. Mi sembra ovvio che la percentuale dei disoccupati nella fascia d'età tra i 14 e i 24 anni sia alta.


Anche ammesso che sia drammatico non trovare lavoro a 14 anni, come dovremmo definire la situazione dei 40/50enni, lasciati a casa da un giorno all'altro, magari senza ammortizzatori sociali, magari con famiglia a carico e che, magari, non possono contare sull'aiuto dei genitori? A me viene in mente una sola parola, fantasmi. E a voi?


(Photocredit: Archivio personale)

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