Stragi di mafia 1993: arrestato l'uomo che fornì l'esplosivo

Cosimo D'Amato è un pescatore incensurato, ma avrebbe procurato l'esplosivo anche per l'attentato mortale a Giovanni Falcone.

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A distanza di 19 anni, è stato arrestato l'uomo che fornì l'esplosivo per le stragi di mafia del 1993 e per l'attentato al giudice Giovanni Falcone. E' Cosimo D'Amato, 57 anni, residente a Santa Flavia, alle porte di Palermo.


Ufficialmente è un pescatore incensurato, ma è cugino di primo grado del boss Cosimo Lo Nigro, mammasantissima di Palermo e già condannato per le stragi. D'Amato è stato arrestato dagli uomini della Dia su ordine di custodia emesso dal gip di Firenze, Anna Favi, che indaga sullo stragismo. 

A mettere nei guai il pescatore è stato il pentito Gaspare Spatuzza: "Un mese e mezzo prima delle stragi di Capaci, fui contattato da Fifetto Cannella che mi disse di procurare una macchina più grande per prelevare delle cose. A piazza Sant'Erasmo, ad aspettarci, c'erano Cosimo Lo Nigro e Giuseppe Barranca. Aspettavamo anche Renzino Tinnirello. Quindi siamo andati a Porticello, ci siamo avvicinati alla banchina e c'erano tre pescherecchi ormeggiati; siamo saliti su uno di questi e di fianco erano legate delle funi, abbiamo tirato la prima fune e c'erano semisommersi dei fusti, mezzo metro per un metro. Abbiamo tirato su il primo fusto, poi il secondo e li abbiamo trasferiti sulla macchina".


Su una di quelle barche, come appurato anche dalla procura di Caltanissetta, c'era D'Amato, regista delle delicata consegna. Secondo Spatuzza, l'esplosivo sarebbe stato recuperato in mare da siluri inesplosi della Seconda guerra mondiale. In ogni caso, se a Caltanissetta D'Amato è tuttora indagato a piede libero, a Firenze le indagini su di lui sono più avanzate: il pescatore è accusato di aver procurato l'esplosivo per gli attentati di via Fauro a Roma (14 maggio 1993), via dei Georgofili a Firenze (27 maggio 1993), San Giovanni in Laterano e San Giorgio al Velabro a Roma (28 luglio 1993), via Palestro a Milano (27 luglio 1993). L'uomo avrebbe fornito il tritolo anche per il fallito attentato allo Stadio Olimpico di Roma del 23 gennaio 1994.


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