Studenti in piazza 14 novembre: da Roma a Praga, è sommossa europea

La protesta è stata chiamata su Twitter e poi è divampata per le piazza

Tutti in piazza, per dire no alle ricette di austerità volute dai governi. Lavoratori, cittadini e studenti, uniti in giro per l'Europa per contestare. Si parte dalla scuola, ma non solo. Il malcontento di studenti e docenti si fa totale. E si unisce a quello dei precari, disoccupati e così via, Si contesta e molto: si richiede diritto all'istruzione, ad avere una formazione libera e una crescita professionale seria e consultabile. I comitati studenteschi, nella protesta, sono stati seguiti anche dalla Cgil: uno sciopero generale di portata europea, in cui le piazze di Roma, Stoccolma, Atene, Madrid, Lisbona, ma anche Bucarest e Praga. Una catena di proteste. 


Le continue rassicurazioni del ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, non interessano più. La commissione Bilancio della Camera ha approvato l'emendamento che blocca la crescita del numero di ore di lavoro degli , tenendole ferme a 18. Rimane in piedi la questione del ddl 953 (ex Aprea) sulla riforma degli organi collegiali, quella che di fatto permetterebbe l'ingresso ai privati e agli sponsor nei Consigli di autonomia e che aumenterebbe il potere dei dirigenti scolastici: "La mia scuola cade a pezzi e da anni mi dicono che non ci sono soldi per ristrutturarla", dice uno studente sul sito dell'Unione degli studenti. E un altro: "Studio in aule sovraffollate, con una didattica sempre peggiore a causa del blocco del turn over, pago tasse sempre più alte, mentre i servizi che ricevo sono sempre più scadenti".

Cortei a Roma, Firenze, Napoli, Torino e alle 17.30 partirà a Roma la "Fiaccolata di resistenza per la scuola pubblica" che dal piazzale antistante la metro B Garbatella, lato Ostiense, arriverà fino a Porta San Paolo; e da domani via ad una tre giorni di manifestazioni con sciopero, Notte Bianca dell'istruzione pubblica e Giornata internazionale dello studente. Sono i sindacati studenteschi a mobilitarsi: "In un momento così importante - dicono dall'Unione degli universitari - abbiamo ritenuto fondamentale rafforzare sempre più la nostra rete europea di unioni studentesche e lanciare un appello per chiamare tutti gli studenti del continente in piazza il 14 e il 17 novembre".


Su Twitter è l'hastag #14RiseUp a dilagare. Solleviamoci. E lo dicono in tutte le lingue, con cinguettii che arrivano da Roma, Atene, Madrid, Lisbona, Stoccolma, Bucarest e Praga. Le più martoriate dalla crisi economica, le più tartassate da tagli e tasse.

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