Guerra Israele Gaza: la propaganda su Twitter, la diplomazia cerca di fermare le bombe

Altri morti e altri attacchi, Barack Obama cerca di scongiurare l'attacco via terra che Israele si preparerebbe a sferrare.

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Le guerre del Ventunesimo secolo si combattono anche a suon di social network. Come quella tra Israele e i palestinesi di GazaL'esercito israeliano e le Brigate Izzedim Al Qassam, il braccio armato di Hamas, si fronteggiano non solo con missili e razzi, ma anche a colpi di tweet, tra azioni di guerra, propaganda e minacce reciproche.


 "Le Forze di difesa israeliane hanno preso di mira 85 nuovi siti terroristici" scrive l'esercito di Tel Aviv. Tra i siti colpiti anche la sede del governo di Hamas, rasa al suolo. Non si fa attendere la risposta di questi ultimi, sempre su twitter. 

''I sionisti credono che il loro attacco ci indebolirà, ma è vero il contrario - tuona sul social network il capo del governo nella Striscia di Gaza, Ismail Haniyeh -Rafforza la nostra determinazione a liberare la Palestina finché non vinceremo''. 


Ancora in rete è arrivata la notizia del razzo che ha sfiorato Gerusalemme, dove ieri hanno suonato le sirene dopo 45 anni. Le Brigate al Qassam hanno rivendicato l'attacco sul sito di microblogging, precisando di aver sparato un M-75. Notizia confermata sempre via Twitter dal portavoce del'Idf, le forze di difesa israeliane, Avital Leibovich. "La M sta per Maqadma, 75 per la gittata, che è di 75-80km", hanno spiegato inoltre le Brigate. Maqadma è uno dei fondatori del movimento radicale, Ibrahim al Maqadma, ucciso in un raid israeliano nel 2003. 


Twitter è fonte di propaganda, vera o falsa che sia. Qui, ieri, le Brigate avevano scritto di aver abbattuto un caccia israeliano. Episodio smentito poi dal portavoce dell'esercito di Tel Aviv. Su Twitter è stata pubblicata anche la foto del fotoreporter della Bbc, Jihad Misharawi, con in braccio il figlio di 11 mesi, rimasto ucciso in un raid aereo. Un'immagine che in pochissimo tempo ha fatto il giro del mondo. A diffonderla è stato il responsabile esteri della televisione inglese, Jon Williams. "Spezza il cuore - ha scritto - Il nostro collega della Bbc Jihad Misharawi piange suo figlio Omar di 11 mesi. Grazie a tutti per le condoglianze. Il team della Bbc di Gaza sosterrà lui e la sua famiglia".


Se la guerra si combatte anche con le nuove tecnologie, non può mancare Anonymous. Gli hacker hanno annunciato di aver centinaia di siti web israeliani con la tecnica del defacing, ovvero la sostituzione della home page. L'operazione, #OpIsrael, è stata lanciata giovedì contro siti istituzionali ed economici israeliani per protestare contro l'offensiva militare nella Striscia di Gaza. "La popolazione di Gaza e dei Territori Occupati - promettono gli hacker - sappia che Anonymous sostiene la sua lotta. Faremo tutto ciò è in nostro potere per ostacolare le forze maligne che Israele ha schierato contro di voi". 


Dal campo di battaglia, invece, arrivano notizie di altri morti: quattro le persone decedute, tre i feriti in due distinti attacchi. Lo fanno sapere fonti palestinesi. Sul frontre diplomatico, il presidente Usa Barack Obama ha sentito il presidente egiziano Morsi e il primo ministro israeliano Netanyahu, che ha parlato al telefono pure con il premier italiano Mario Monti. Obama si è fatto sentire anche con il premie turco Erdogan. Si tenta di scongiurare l'attacco via terra che Israele vorrebbe utilizzare per chiudere la battaglia. 


Credit image by Getty Images


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