Requiem per J.R., icona televisiva del malvagio

E' morto Larry Hagman, il volto del perfido J.R. Ewing, protagonista della saga familiare televisiva Dallas, che ha spopolato in tutto il mondo negli anni '80. J.R. era amatissimo dal pubblico per la sua infinita cattiveria.

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Se n'è andato Larry Hagman, universalmente conosciuto come J.R. Ewing, il cattivo dei cattivi televisivi, uno dei protagonisti di Dallas, saga familiare texana tra ranch, pozzi di petrolio e sordidi intrighi, a cavallo tra gli anni '70/'80, quando le fiction si chiamavano telefilm o serie televisive. L'attore statunitense aveva 81 anni e da tempo lottava con un tumore alla gola.

Hagman inizia a calcare le scene recitando con la madre, Mary Martin, nota attrice di Broadway, diventa produttore di spettacoli in Inghilterra e, tornato negli Usa, interpreta l'avvocato Ed Gibson per 2 anni (1961/1963) nella soap opera Ai confini della notte. Nel 1965 diventa il tenente Tony Nelson nella sit-com Strega per amore, coprotagonista con Barbara Edn per ben 139 puntate. Il successo planetario, però, arriva con lo spietato J.R. Ewing di Dallas. Hagman gli presterà il volto dal 1978 al 1991.

Dallas è stato trasmesso per 13 anni consecutivi in 90 Paesi e tradotto in 67 lingue. Primogenito di una ricchissima famiglia di petrolieri texani, J.R. è un uomo spregevole, infido, crudele, perfido e malvagio, che sorpassa costantemente i limiti dell'umana decenza, oltre a quelli della legalità, riuscendo sempre a farla franca. Cappello e stivali da cow boy, sorrisetto beffardo e bicchiere di whisky in mano non esita a calpestare chiunque pur di far brillare la propria stella e quella della Ewing Oil, l'azienda di famiglia.

Non risparmia nemmeno la moglie Sue Ellen, interpretata da Linda Gray, che tradisce costantemente, spingendola nel baratro dell'alcolismo, dipendenza contro cui lo stesso Hagman ha lottato per anni, fino a un trapianto di fegato negli anni '90; il fratello Bobby (Patrick Duffy), pugnalato ripetutamente alle spalle, per non parlare del resto dei familiari a cui rende quasi impossibile la convivenza nella lussuosissima residenza di Southfork Ranch.

Nonostante ciò, J.R. era talmente odioso da essere il più amato. Nel 1980, la puntata Chi ha sparato a J.R.? è stata seguita da 350 mln di telespettatori. Perché piaceva tanto? Aveva stile. Ne usciva sempre con le mani pulite. Commetteva i peggio crimini con una tale ironia che non si riusciva a detestarlo. Il suo essere diabolico suscitava ammirazione da parte dello spettatore che proiettava le sue frustrazioni su di lui, tutti abbiamo incontrato qualcuno di cui vendicarci, a cui fargliela pagare almeno una volta nella vita. J.R., un vero ingegno malefico, portava sempre a casa il risultato, in qualche modo, anche per noi.

Nel 2011 è andato in onda, negli States, il sequel di Dallas, 20 anni dopo, con un discreto successo. In Italia è stato un flop. J.R., invecchiato, è ancora lì, a trafficare con il male. Ma ha perso lo smalto. Ha passato le consegne al figlio John Ross, che manovra dietro le quinte ma non sempre si può dire tale padre tale figlio.


(Photocredit: Archivio personale)

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