Ilva chiusura impianti: fabbrica in sciopero immediato

C'è preoccupazione anche a Genova, dove quasi 2mila persone rischiano il posto

medium_2145882179.jpg Dopo gli arresti della magistratura, ecco la reazione dell'Ilva di Taranto: azienda chiusa e 5.000 lavoratori a casa? Ecco che scatta lo sciopero, con occupazione dell'azienda. Le sigle sindacali, assieme, hanno annunciato in una nota: «Riteniamo inaccettabile la decisione della direzione di fermare tutti gli impianti dell'area a freddo a partire da questo pomeriggio - si legge - consideriamo tale scelta un vero e proprio atto di rappresaglia nei confronti dei lavoratori. Pertanto si proclama da subito lo sciopero di tutto lo stabilimento, con presidi permanenti». 
Scontento anche tra la Confindustria di Taranto: «Le ultime vicende giudiziarie abbattutesi sull'Ilva pongono davanti ad interrogativi ben più inquietanti rispetto a quelli sorti quando la vertenza era appena cominciata - riporta la nota - l'azienda è di fatto azzerata sia in ordine ai suoi centri decisionali sia sul fronte della produzione, a seguito del sequestro dei prodotti finiti e semilavorati destinati alla vendita».


Maurizio Landini, segretario generale della Fiom: «Dopo i fatti all'Ilva - afferma - riteniamo ancora più urgente che il presidente del Consiglio Monti convochi immediatamente un incontro a Palazzo Chigi, come già richiesto unitariamente il 20 novembre scorso dalle organizzazioni sindacali. 
C'è anche chi ha paura a 1.000 chilometri di distanza. E' Genova, dove l'Ilva ha un altro stabilimento da 1.760 persone, che rischiano tutte di restare a casa: «Senza Taranto, Genova ha un'autonomia di quattro giorni - spiega Francesco Grondona, segretario della Fiom di Genova - aspettiamo per capire meglio quanto sta accadendo, ma una cosa è certa: non saremo gli agnelli sacrificali di nessuno. Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di chiusura. Se così fosse, allora muoia Sansone con tutti i filistei».


photo credit Getty Images

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