Leader NoTav viaggia in Frecciarossa

Francesco Richetti, leader dei NoTav è stato pizzicato su un Frecciarossa da Torino a Roma. Si è giustificato dicendo che è l'unico treno diponibile ma non è così.

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Anche i leader NoTav viaggiano in alta velocità, quella che contestano perché malsana, dispendiosa e inutile. Qualcuno ha, anche, rischiato la vita per fermare i lavori in Val di Susa, ormai nota alle cronache come la patria dei NoTav.

I valligiani stanno lottando strenuamente contro l'esproprio delle proprie terre, contro la distruzione del proprio terriotrio. A sostenerli, negli anni, sono venuti un po' da tutta Italia. E' un movimento trasversale che va dagli studenti ai pensionati, dai contadini ai sindaci.


Tra i leader del movimento NoTav c'è il 32enne Francesco Richetto che, appena sceso dal treno, dopo un viaggio diretto Torino-Roma, ha ricevuto un divieto di dimora a Torino. Richetto, già condannato in primo grado per i fatti del G8 univeristario torinese del 2009, si è visto notificare il nuovo provvedimento perché reo dell'assalto al Geostudio, sempre nel capoluogo torinese.


Fin qui nulla di strano. I NoTav non sono nuovi a questo genere di repressione. La stranezza sta nel fatto che Richetto ha raggiunto Roma a bordo del tanto detestato Freccirossa. Si giustifica, in un comunicato, affermando che "gli unici treni da Torino a Roma sono ormai i treni ad alta velocità. Certo che l'alta velocità viene usata, sei obbligato, basta farsi un giro sul sito di Trenitalia e si scopre la misteriosa mia presenza su di un treno, l'unico ormai che collega queste città".


Peccato che sul sito di Trenitalia ci siano diversi intercity che collegano Torino a Roma. Certo gli orari di partenza sono scomodi, il tempo di percorrenza va dalle 6 alle 10 ore e, in alcuni casi, si deve fare un cambio a Milano. Ma la lotta ha un prezzo, la coerenza anche. E non è quello della comodità.

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