Metropolitana New York: sbatti la morte in prima pagina

Ki Suk Han, 58enne coreano, è morto travolto dalla metropolitana dopo che un folle l'ha spinto sui binari. Un fotografo, per caso sulla banchina, ha ritratto i suoi ultimi istanti di vita, finiti in prima pagina sul N.Y.Post. E' polemica.

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Neanche l'arresto del folle che ha causato la morte di Ki Suk Han, coreano di 58 anni residente nel Queens, ha placato le polemiche suscitate dalle foto, pubblicate in prima pagina dal New York Post, che ritraggono gli ultimi istanti di vita di Han, mentre tenta di salvarsi. I lettori, inorriditi, si sono domandati perché il fotoreporter, invece di scattare a raffica, non si sia prodigato per salvare Han. E loro? Cos'hanno fatto?

Un pomeriggio di dicembre. Metropolitana newyorchese, fermata Times Square. Due uomini litigano sulla banchina, uno è di colore, l'altro è coreano, tra l'indifferenza degli altri viaggiatori che stanno aspettando il treno. L'uomo di colore è molto alterato e, in un attimo, passa dalle parole ai fatti spingendo il coreano sui binari. Il treno è in arrivo. Ki Suk Han si aggrappa al bordo della banchina, tentando di risalire. Il gruppo di viaggiatori, tranne uno, si sposta all'imbocco della galleria, gesticolando all'indirizzo del conducente perché si fermi. quello rimasto in disparte si chiama Umar Abbasi. E' un fotografo free lance. E' lì per caso. Anche lui è un utente della metropolitana. Abbasi sfodera la macchina fotografica e scatta gli ultimi istanti di vita di Han che, il giorno dopo, vengono pubblicati in prima pagina sul New York Post, con la didascalia quest'uomo sta per morire.

Il treno non è riuscito a frenare in tempo e Han è stato travolto. Soccorso da una specializzanda in medicina, è spirato, poco dopo, in un ospedale nelle vicinanze. Ed ecco la pietra dello scandalo: Abbasi ha fatto solo il suo lavoro o è un cinico reporter arrivista? Il fotografo si è difeso dicendo che cercava di attirare l'attenzione del conducente con i lampi del flash. Portare a casa lo scoop, magari ben pagato o prestare soccorso è una scelta che attiene alla sensibilità del singolo. Di sicuro, in tempi magri come questi, dove essere free lance è un modo chic per dire pecario, sempre più spesso sottopagato, rende tutti più freddi, rende tutto più difficile.

Questo non assolve il fotografo ma nemmeno lo candida al pubblico ludibrio. Se è vero che tentava di attirare l'attenzione del conducente con la raffica di flash, non stava facendo nulla di diverso dagli altri viaggiatori. In tutto questo bailamme, perché nessuno, invece di gesticolare convulsamente, non si è avvicinato ad Han e non gli ha teso una mano per aiutarlo a risalire sulla banchina? Tutta la scena, dal litigio al tragico epilogo è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza. Perché il personale della metropolitana non è intervenuto?

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