Crisi economica, stop all'astice dei 'fighetti', ritorni il bollito misto

Vi piacciono davvero i tagliolini all'astice? Fate parte anche voi di quella pletora di persone disposte a farsi spennare 14 euro per un piatto di pasta? Allora vi meritate la crisi. Personalmente preferisco il buon vecchio carrello dei bolliti...

taglioliniastice2209.jpg Oggi volevo fare una considerazione su uno degli aspetti che più caratterizzano l'Italia e il 'piacere' degli italiani: la cosiddetta 'buona tavola' e i ristoranti. Ne hanno aperto uno vicino a casa mia, o meglio lo hanno riaperto, dopo qualche settimana di chiusura. Bene, anche questo locale si presenta con il solito 'look' da 'fighetto con il fiocco', ovvero in stile azzimato e molto 'trendy'. Quelli che io definisco i 'ristoranti da tagliolini all'astice'...

Insomma, diciamocelo chiaro, questi posti hannio rotto e non regalano nulla di nuovo. Quando spuntarono, un quarto di secolo fa, erano davvero innovativi, certe cose non le trovavi da nessuna parte, e alla fine spendere un occhio della testa ripagava della novità. Ora, con la crisi di questi tempi, mi spiegate il senso di fare pagare un primo piatto 14 euro? Che, facendo due calcoli, significa quasi 30mila lire di un tempo. Follia? Direi di sì. Passo davanti al menù di questo nuovo ristorante e mi chiedo il perché di queste scelte: qual è il 'target' di queste scelte? Qualche arricchito di passaggio? Il classico straniero dagli occhi a mandorla facile da infinocchiare? O il classico spendaccione che vuole impressionare la modellina di turno?


Dico di più: questa gente non mi sembra del mestiere, e lo ribadisco perché, se uno fosse del mestiere, capirebbe che la gente ha voglia di tornare al passato, alla vecchia trattoria, un po' unta e consunta, con il fiasco di vino sul tavolo e un pollo arrosto con il puré pronto a essere servito in tavola. Dov'è la vecchia e buona cucina di una volta? Perché dobbiamo fingere una raffinatezza falsa e posticcia che, volendo, potrebbe anche appartenerci ma di cui non si sente il bisogno. La settimana scorsa sono stato al Just Cavalli. L'apoteosi della finzione e di tutto ciò che 'non bisogna fare' nell'ambito della ristorazione, compreso l'energumeno in giacca nera affittata che ti guarda storto perché ti sei confuso tra l'andare in bagno e magari prendere la via del bar. Nella mia mente c'è spazio per un piatto di tagliatelle al ragù, o se si vuole fare i sofisticati, un fantastico risotto al tartufo, ucciderei per un carrello dei bolliti con la salsa verde, una cassoeula con la polenta, un minestrone di verdura con olio e crostini. E invece... arieccoci con il tagliolino all'astice... lasciate fare il mestiere a chi lo sa fare veramente, chi fa finta prima o poi dovrà abbandonare il campo, vittima in anteprima del costo di una vita che l'astice lo lascerebbe volentieri sguazzare nel suo mare...

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