Emergenza freddo: via Aldini progetto pilota

Apre un nuovo dormitorio in via Aldini a Milano. L'assessore Majorino l'ha definito "un piccolo bignami delle politiche sociali" di questa giunta. Il progetto vede coinvolte 4 associazioni molto diverse tra loro: Arca, MIA, MSF e Fondazione Paoletti.

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Oggi apre i battenti il nuovo dormitorio di via Aldini 74, zona Quarto Oggiaro, circa 100 posti letto approntati in meno di una settimana per l'emergenza freddo che incombe su Milano. Dove sta la novità?

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Cominciamo dalla sede. Un edificio del Comune meneghino "dimenticato" sottolinea l'assessore comunale alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino. Era una scuola, probabilmente un istituto per odontotecnici, durante i lavori di ripristino sono state trovate diverse dentiere, abbandonata da 6/7 anni. A ricordarne l'esistenza all'assessore, un anziano socio del circolo ricreativo comunale, al civico accanto: "perché non va a vedere cosa c'è dentro, qua di fianco".

Detto, fatto. Calcinacci, banchi, cattedre e tanta sporcizia da smaltire ma la struttura era in buono stato e, così, si sono messe all'opera diverse associazioni: Progetto Arca, MIA (Milano in Azione), Medici Senza Frontiere e Fondazione Paoletti, con il beneplacito del Comune di Milano. Ed ecco le novità: una sinergia tra soggetti diversi con un unico fine, dare senso compiuto alla parola chiave del welfare della nuova giunta milanese, integrazione e la presenza di un ambulatorio medico aperto 24 ore.


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"La struttura è stata recuperata in tempi record" spiega Majorino, "associazioni e cittadini hanno lavorato a vario titolo facendo un piccolo miracolo". Molti i clochard di MIA che hanno lavorato giorno e notte per ripulire le stanze, preparare i letti, i tavoli del refettorio, sistemare una piccola biblioteca con tanto di libreria piena di libri, tornando a dormire per strada, la notte. La struttura accoglierà "poveri in difficoltà e senza tetto. E' una sorta di piccolo bigami delle politiche sociali che vogliamo: qui seminiamo e cerchiamo di coltivare una piantina che vuole essere un contributi concreto alla povertà. Qui, non diamo, solo, risposte a una situazione emergenziale ma facciamo un intervento di qualità, con un percorso di accompagnamento, presa in carico e cura degli ospiti indigenti. E' un piccolo esperimento socio-sanitario dal basso. Una risorsa straordinaria per il futuro".


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L'ambulatorio, composto da un'infermeria e 20 posti letto per i degenti, vedrà la presenza costante di un medico e 5 infermieri. "Questa è una svolta epocale per noi", esordisce Loris De Filippi, presidente nazionale di Medici Senza Frontiere, "dal '95 ci occupiamo di accesso alle cure per i migranti. Non abbiamo mai lavorato in un'ottica caritatevole tout court. Questa nuova esperienza ci permette una riflessione sull'Italia e sul welfare". MSF avrà facoltà di fare diagnosi, trattenere nel reparto degenza chi necessita solo di cure domiciliari, ma un domicilio non ce l'ha, "impediremo che vaghino per la città aggravandosi", e di indirizzare verso strutture ospedaliere coloro che ne hanno bisogno. "Alle 8.00, quando lasceranno il centro verranno visitati di nuovo per evitare che escano con patologie. Questi 20 posti letti sono aperti a tutta la città".


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A gestire attivamente via Aldini sarà Progetto Arca, che vanta una lunga esperienza nel settore, con 17 centri con oltre 500 posti letto e una distribuzione di oltre 1.400 pasti al giorno, il cui obiettivo è "accompagnare le persone a reintegrarsi". Lo stesso di MIA, associazione di cittadini con e senza tetto, vera outsider del progetto. In attività da poco più di 2 mesi, oltre a organizzare unità di strada, la cena della domenica in piazza Affari e numerose altre iniziative, coadiuverà Progetto Arca in via Aldini, con i suoi volontari. Anzi, prima associazione ad avere un clochard nel proprio direttivo, tra i suoi associati annovera diversi senza tetto, tra cui Roberto, da 6 anni per strada, che non si è risparmiato per dare un volto accogliente al nuovo centro.


"Abbiamo lavorato in 20 su turni, più 7 imbianchini", racconta Roberto. "Mi ritengo soddisfatto perché in pochi giorni abbiamo fatto tanto. Manca, ancora, un piano da sistemare. Il posto era disastrato. Ci abbiamo messo tutti il cuore". Ma non finisce qui. Roberto, che da cuoco, sua vera attività, si è trasformato, per l'occasione, in capomastro, ha un progetto: "creare sale internet, dove leggere, giornali e riviste. Non dobbiamo dare l'idea di casa, quelli che passano di qui devono sapere che sono di passaggio. Però, in una giornata brutta, invece che andare fuori, fare chilometri, è meglio stare all'interno, usufruendo di quello che c'è a disposizione".

Fondazione Paoletti, invece, contribuirà con 1 euro a pasto, per un totale di 3.000 pasti oltre a un numero indefinito di volontari che affiancheranno quelli di MIA durante la distribuzione nelle unità di strada. "Oggi, il 24,5% degli italiani è a rischio povertà. Questi significa tensione sociale", spiega Marco Benini, rappresentante di Fondazione Paoletti.

Le porte del dormitorio di via Aldini 74 saranno aperte alle 17.00. Gli ospiti potranno usufruire della biblioteca, della cena, della visita di MSF, di una doccia calda, di un letto comodo e pulito, della colazione, prima di lasciare la struttura tra le 8.00 e le 8.30 del mattino successivo. "Vorremmo che questi posto, finita l'emergenza freddo, diventi un pensionati sociale per famiglie indigenti", conclude l'assessore.


(Photocredit: Archivio personale)

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