2012: requiem in memoria di Carla Verbano. Parte prima

A giugno del 2012, a 88 anni, si è spenta Carla verbano, la mamma di valerio, ucciso nella sua casa di Roma, nel 1980. Per tutta la vita Carla ha cercato verità e giustizia. Questa è la storia di una mamma coraggio esemplare. In 5 puntate.

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Il 5 giugno 2012 se n'è andata Carla Verbano. Il 22 febbraio 1980, 3 ragazzi di estrema destra freddarono il suo unico figlio Valerio, nell'anticamera del loro appartamento in via Montebianco a Roma. Carla e il marito erano stati legati e tenuti sotto tiro nella camera da letto. Valerio spirò tra le braccia della madre che da quel maledetto giorno non ha smesso di cercare i suoi assassini. Ha imparato a sparare, "perché devono sapere che li aspetto armata"; di navigare su internet, per bussare metaforicamente a tutte le porte in cerca di mandanti ed esecutori ma, soprattutto, di quel dossier a cui lavorava Valerio, magicamente sparito dopo il suo omicidio e che, molto probabilmente, contiene i nomi di chi lo voleva morto.


Il 5 giugno 2012 se n'è andata Carla Verbano. Il 22 febbraio 1980, 3 ragazzi di estrema destra freddarono il suo unico figlio Valerio, nell'anticamera del loro appartamento in via Montebianco a Roma. Carla e il marito erano stati legati e tenuti sotto tiro nella camera da letto. Valerio spirò tra le braccia della madre che da quel maledetto giorno non ha smesso di cercare i suoi assassini. Ha imparato a sparare, "perché devono sapere che li aspetto armata"; di navigare su internet, per bussare metaforicamente a tutte le porte in cerca di mandanti ed esecutori ma, soprattutto, di quel dossier a cui lavorava Valerio, magicamente sparito dopo il suo omicidio e che, molto probabilmente, contiene i nomi di chi lo voleva morto.

Il dossier ha fatto in tempo a recuperarlo e consegnarlo al suo avvocato ma non ha avuto le risposte che cercava. Il terzo tumore se l'è portata via una sera d'estate. Aveva 88 anni. Quella che segue è un'intervista che ho realizzato prima della sua scomparsa, l'unica volta che ho avuto il piacere di incontrarla di persona. Di solito, a fine anno, si fanno bilanci e si ricordano le vittime di delitti efferati, magari ancora irrisolti e la scomparsa di personaggi illustri. Proprio in questi giorni è mancata Rita Levi Montalcini.

Per quanto mi riguarda Carla Verbano era uno dei personaggi più illustri che avevamo in Italia, una madre coraggio che è sopravvissuta al dolore per la perdita del figlio, alla morte del marito e a 2 tumori. Il terzo, purtroppo, non le ha dato tregua. Non ha mai smesso di cercare la verità, di chiedere giustizia, con il sorriso sulle labbra, l'energia di una 20enne e una determinazione inossidabile. Ricordare, ancora una volta, le sue parole è il mio modo di renderle omaggio. Grazie Carla.

Come si supera, se si supera, la morte di un figlio?
La morte di un figlio è molto difficile superarla. Io sono 31 anni e non riesco ancora a superarla. A me sembra che sia accaduto ieri, di vedere Valerio lì su quel divano che se ne sta andando, che è stato ucciso. Non si riesce a superare. E' sempre stato detto che devono morire prima i genitori e non i figli. Un figlio a 18 anni è tremendo. Non si riesce a superare, per niente. Mettendoci tutta la tua buona volontà vai avanti, perché io mi sono data molto da fare per tenere viva la memoria di Valerio, ma è difficile, molto difficile.

Come si fa a tenere viva la memoria?
Io mi sono data da fare moltissimo. Quattro anni fa ho imparato ad andare su internet, sono andata a scuola di computer, ho aperto un blog, vado su facebook, ho 5000 amici su un profilo e ho aperto un altro profilo e ne ho già 2700. Tutta gente che conosceva Valerio. Quando qui è il 22 febbraio, chiudono la strada per la gente che c'è. E' sempre pieno così. Ogni anno di più. Ci sono i vecchi compagni, quelli che lo conoscevano e tanti giovani, ragazzi e ragazze che si chiamano Valerio o Valeria. La memoria è andata avanti. Qui a Roma Valerio era come un'istituzione, specialmente in questa zona di Montesacro, del Tufello, Valmelaina. Infatti, c'è anche una palestra intitolata a Valerio. Qui a Roma Valerio è molto conosciuto. Non ho mai visto una manifestazione dove non ci fosse gente. Non ti dico nel trentennio cosa c'è stato. Vengono da fuori. Pensa che Casa Pound hanno occupato, il mese scorso, la scuola Parino che è qui a due passi da me. Vennero i ragazzi da Napoli per far mandar via Casa Pound perché era la scuola dove Valerio aveva fatto le elementari.
Un po' sono io che mando avanti la sua memoria ma anche i compagni.

Il dossier ha fatto in tempo a recuperarlo e consegnarlo al suo avvocato ma non ha avuto le risposte che cercava. Il terzo tumore se l'è portata via una sera d'estate. Aveva 88 anni. Quella che segue è un'intervista che ho realizzato prima della sua scomparsa, l'unica volta che ho avuto il piacere di incontrarla di persona. Di solito, a fine anno, si fanno bilanci e si ricordano le vittime di delitti efferati, magari ancora irrisolti e la scomparsa di personaggi illustri. Proprio in questi giorni è mancata Rita Levi Montalcini.

Per quanto mi riguarda Carla Verbano era uno dei personaggi più illustri che avevamo in Italia, una madre coraggio che è sopravvissuta al dolore per la perdita del figlio, alla morte del marito e a 2 tumori. Il terzo, purtroppo, non le ha dato tregua. Non ha mai smesso di cercare la verità, di chiedere giustizia, con il sorriso sulle labbra, l'energia di una 20enne e una determinazione inossidabile. Ricordare, ancora una volta, le sue parole è il mio modo di renderle omaggio. Grazie Carla.

Come si supera, se si supera, la morte di un figlio?
"La morte di un figlio è molto difficile superarla. Io sono 31 anni e non riesco ancora a superarla. A me sembra che sia accaduto ieri, di vedere Valerio lì su quel divano che se ne sta andando, che è stato ucciso. Non si riesce a superare. E' sempre stato detto che devono morire prima i genitori e non i figli. Un figlio a 18 anni è tremendo. Non si riesce a superare, per niente. Mettendoci tutta la tua buona volontà vai avanti, perché io mi sono data molto da fare per tenere viva la memoria di Valerio, ma è difficile, molto difficile".

Come si fa a tenere viva la memoria?
"Io mi sono data da fare moltissimo. Quattro anni fa ho imparato ad andare su internet, sono andata a scuola di computer, ho aperto un blog, vado su facebook, ho 5000 amici su un profilo e ho aperto un altro profilo e ne ho già 2700. Tutta gente che conosceva Valerio. Quando qui è il 22 febbraio, chiudono la strada per la gente che c'è. E' sempre pieno così. Ogni anno di più. Ci sono i vecchi compagni, quelli che lo conoscevano e tanti giovani, ragazzi e ragazze che si chiamano Valerio o Valeria. La memoria è andata avanti. Qui a Roma Valerio era come un'istituzione, specialmente in questa zona di Montesacro, del Tufello, Valmelaina. Infatti, c'è anche una palestra intitolata a Valerio. Qui a Roma Valerio è molto conosciuto. Non ho mai visto una manifestazione dove non ci fosse gente. Non ti dico nel trentennio cosa c'è stato. Vengono da fuori. Pensa che Casa Pound hanno occupato, il mese scorso, la scuola Parino che è qui a due passi da me. Vennero i ragazzi da Napoli per far mandar via Casa Pound perché era la scuola dove Valerio aveva fatto le elementari. Un po' sono io che mando avanti la sua memoria ma anche i compagni".


(Photocredit: Archivio personale)


(Le altre parti dell'intervista potete leggerle qui)

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