2012: requiem in memoria di Carla Verbano. Parte seconda

Seconda parte della lunga intervista rilasciata da Carla Verbano nel luglio del 2011, poco meno di un anno prima della sua scomparsa.

 


Immagine di anteprima per Verbano.JPG


Seconda parte dell'intervista a Carla Verbano.

A che punto siamo con le indagini sulla morte di Valerio?
"Il mio avvocato è in contatto con il comandante dei Ros Macilenti e il magistrato Amelio. Sono venuti 3 volte a casa mia, abbiamo parlato. Ci sono questi 2 ma non si sa chi sono, non si sa se è vero, se esistono veramente. E' molto difficile, il magistrato me l'ha detto. Perché l'unica cosa con cui si poteva arrivare a qualche soluzione erano i passamontagna che Valerio aveva levato a 2 di loro. Il giudice D'Angelo, 3 anni fa, li fece bruciare perché doveva sgombrare lo sgabuzzino. Aveva bisogno di spazio. Due passamontagna, anche dirlo. Ma non si è vergognato a dire che doveva sgomberare lo sgabuzzino? Due passamontagna occupano cosa. Ci sarà stato qualche capello, la forfora, qualcosa, da lì si poteva scoprire qualcosa. Invece non c'è niente, c'è un bottone e la stanghetta degli occhiali. Che impronte prendono lì. Avevo tanta fiducia, in principio. Mi ero proprio rincuorata. Invece, vedo che più va avanti, ormai è passato un anno e non si sa niente. Ho poca fiducia. Non mi fanno sapere niente".

Cito da Sia folgorante la fine, scritto a 4 mani con Alessandro Capponi: 'Ma io ho capito da tempo che non sarebbe stato affidandomi alla giustizia che avrei ottenuto verità'.
"Nella giustizia ho sempre creduto però ci sono state tutte quelle prove, il dossier sparito, il passamontagna spariti, adesso il dossier è ritornato, l'hanno ritrovato i carabinieri, l'avevano nascosto i carabinieri perché in principio quando era stato dato in mano al giudice Amato erano state decimate pagine e pagine perché si vede che c'erano dei nomi importanti, i passamontagna bruciati, il dossier scomparso di centinaia di pagine, le fotografie tutte sfocate. Valerio era diventato un fotografo bravissimo. Quando sviluppava le fotografie qui in casa erano belle nitide, chiare. Ho saputo di questo dossier quando venne in casa la polizia e trovò questo dossier perché io, per natura, non sono curiosa e non guardavo fra i libri di Valerio. Magari ci avessi guardato avrei saputo qualcosa. Questo dossier lui lo scriveva insieme ad altri amici. Lui faceva contro informazione con il collettivo autonomo del Liceo Archimede. Lui, più che altro, faceva le fotografie. Poi scriveva, anche, i nomi, perché ho visto nelle poche pagine che mi hanno fatto vedere che c'era la sua calligrafia. Ma, più che altro, erano gli altri amici. Infatti, su facebook, una volta scrissi per una settimana, tutti i giorni, un messaggio, se qualcuno, perché sapevo che erano in 6/7 a scrivere questo dossier, perciò tutti avevano una copia, avesse avuto una copia me l dovevano portare a me. Che per loro era pericoloso tenerla, io l'avrei potuta dare al magistrato. Dieci giorni dopo suonarono alla porta e un ragazzetto mi mise per terra questo borsone e mi disse 'signora per lei'. Io lo chiamai perché volevo sapere chi gliel'aveva dato, lui pensava che volessi dargli la mancia e mi disse 'no no, mi hanno già dato' ed è scappato. Io ho aperto 'sto borsone piano piano, perché erano le 8 del mattino, ero ancora addormentata. Dico Iddio, che c'è una bomba qua, che m'hanno messo. Sicché piano piano ho aperto la cerniera e ho visto che c'erano dei volumi e ho capito che era una copia dei dossier. Ho chiamato il mio avvocato che l'ha preso e l'ha consegnato alla magistratura".

Tu non li hai sfogliati?
"No, no. Erano tanti volumi. Il mio avvocato ha fatto la fotocopia di tutto quanto. L'ha tenuto 3 giorni e poi l'ha dato al magistrato. Ora ci stanno lavorando. Spero che vengano fuori dei nomi, se veramente ci sono questi 2. Io spero che trovino qualcosa, che lo insabbino no. Finché campo mi darò da fare, prima di tutto per tenere viva la memoria e per rompere le scatole a tutti. La prima volta il dossier viene sequestrato dalla polizia, dopo la morte di Valerio. Quando lo chiediamo indietro non ci viene restituito perché era nelle mani del giudice Amato che ci sta lavorando. Poi, non ho più saputo niente. Adesso è saltato fuori con la nuova inchiesta di questo nuovo magistrato. Mi è stato restituito solo un diario di Valerio".


(Photocredit: Archivio personale)


(Le altre parti dell'intervista potete leggerle qui)

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